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Il BTp Italia supera quota 10 miliardi

Il collocamento del terzo BTp Italia non è ancora concluso, ma ha già superato, come sottoscrizioni, i due titoli analoghi piazzati quest’anno dal Tesoro. Ieri, terzo giorno utile per aderire all’offerta, sono stati raccolti ordini per un controvalore di 5 miliardi e 104 milioni di euro, ammontare che è oltre il doppio di quanto raccolto lunedì e martedì quando sono stati sottoscritti rispettivamente 2,4 e 2,5 miliardi di euro. Il saldo complessivo dei primi tre giorni è quindi già oltre i 10 miliardi di euro. Con la terza edizione del titolo indicizzato all’inflazione, il Tesoro ha già raccolto più delle precedenti emissioni di marzo e giugno quando sono stati piazzati titoli per un ammontare pari a 7,29 e 1,74 miliardi di euro rispettivamente.
In deciso rialzo anche il numero dei contratti saliti dai 41mila di martedì ai 45mila di ieri. Grazie anche a questi dati sul Mot (Mercato delle Obbligazioni e dei Titoli di Stato di Borsa Italiana) si è registrato il record assoluto di sempre, sia in termini di contratti (88.613) che controvalore negoziato in una singola seduta: 7 miliardi e 405 milioni di euro.
Intervistata da Radio 24, Maria Cannata, direttore del Debito Pubblico del Ministero dell’Economia, ha dichiarato, commentando i dati di raccolta, di «non aspettarsi un boom di questo genere» e ha fatto sapere che questa sarà l’ultima emissione del genere di quest’anno. Oggi è l’ultimo giorno utile per partecipare all’offerta. In base alla domanda complessiva il Tesoro determinerà il rendimento reale lordo definitivo che, in ogni caso, non potrà essere inferiore al 2,55%, soglia fissata dal Ministero venerdì scorso.
Il peso degli istituzionali
Il BTp Italia – si legge nel sito del Tesoro – è «pensato soprattutto per le esigenze dei risparmiatori e degli investitori retail», a cui è stata rivolta una grossa campagna pubblicitaria. Al collocamento di ieri tuttavia, diversi addetti ai lavori hanno segnalato la presenza di investitori istituzionali. I numeri del controvalore raccolto lo dimostrano ampiamente e si sono visti singoli ordini diversi milioni di euro. «Mi sembra abbastanza normale – commenta Angelo Drusiani, gestore obbligazionario di Banca Albertini Syz – che grossi fondi investimento e gestori, abbiano approfittato per mettersi in portafoglio questo titolo. Ad oggi il rapporto rischio rendimento dei nostri bond sovrani è molto buono e l’ultima cedola del BTp Italia (che ha cadenza semestrale ndr.) è stata decisamente interessante». Finora il Tesoro ne ha staccata una a fine settembre, relativa al titolo dello scorso 19 marzo. Ipotizzando di tenere il titolo fino alla sua scadenza naturale, incassando così anche il cosiddetto “premio fedeltà” del 4 per mille lordo sul valore nominale dell’emissione, il rendimento annualizzato del primo BTp Italia è stato di oltre il 5 per cento.
Mercati favorevoli
C’è da dire che il collocamento del terzo BTp indicizzato all’inflazione è arrivato in coincidenza con giornate decisamente positive sui mercati finanziari. Prima la notizia di un possibile sblocco degli aiuti alla Spagna e poi la decisione di Moody’s di non declassare il debito di Madrid, hanno infatti contribuito ad abbassare la tensione sui Paesi periferici. «C’è la sensazione – prosegue Drusiani – che la Germania e gli altri Paesi “core” dell’Eurozona si siano convinti che sia necessario uno sforzo corale per salvare la moneta unica. È chiaro che più si rafforza questa sensazione, più i rendimenti sui titoli dei periferici, ancora molto alti, continueranno a scendere».
Determinante a questo proposito è stata la mossa della Bce, che a settembre ha varato il cosiddetto piano Omt che le permetterà di acquistare titoli di Stato di Paesi in difficoltà. La decisione del governatore Draghi «ha rassicurato moltissimo gli investitori» secondo Maria Cannata. «Da inizio settembre, anzi, qualche segnale si era già visto un po’ prima, stiamo vedendo tornare gli investitori, anche stranieri, sui nostri titoli ordinari».

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