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Il BTp Italia collocato per 1,7 miliardi

Il secondo collocamento del BTp Italia si chiude a sorpresa con un tasso reale annuo identico al tasso minimo garantito comunicato in avvio dell’operazione, lo scorso primo giugno: 3,55 per cento. Il Tesoro ha così sfruttato il miglioramento dei mercati avvenuto nelle ultime sedute per avvicinare il rendimento del nuovo titolo a quello già in circolazione, ieri al 3,33 per cento.

Per quanto riguarda i volumi, il ministero dell’Economia al termine del collocamento ha comunicato di avere raccolto sottoscrizioni per 1,738 miliardi di euro, pari a 44.688 contratti conclusi sul MoT (il Mercato Telematico delle Obbligazioni e Titoli di Stato di Borsa Italiana) attraverso Banca IMI e BNP Paribas. Superata, quindi, la soglia critica dell’1,5 miliardi di euro, ma il totale resta distante dalla cifra di 7,3 miliardi collocata con il primo BTp Italia.

Il Tesoro non si aspettava di replicare questi volumi, soprattutto per le peggiorate condizioni dei mercati finanziari rispetto a marzo e per le scadenze che la clientela retail deve sostenere in queste settimane, soprattutto le scadenze fiscali. Dopo una partenza lenta nel primo giorno di collocamento con 218 milioni di euro, l’ultimo giorno ha raccolto ordini per 762,8 milioni di euro, non molto distante da quanto raccolto nei tre giorni per 975,6 milioni di euro.

Secondo le prime stime, il nuovo BTp Italia è stato sottoscritto per il 65-70% dal retail e per il 30-35% dagli investitori istituzionali sia italiani sia esteri tra cui private banking e gestioni patrimoniali. Per il titolo a 4 anni indicizzato all’indice Foi (indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati) al netto dei tabacchi, che ha godimento 11 giugno 2012 e scadenza 11 giugno 2016, gli interessi saranno pagati in due cedole semestrali.

Se confrontato al BTp indicizzato all’inflazione europea, scadenza settembre 2016 e rendimento al 4,45%, il nuovo titolo ha una struttura del l’indicizzazione diversa in quanto legata all’inflazione italiana calcolata ogni sei mesi e può contare su un floor che gli consente di evitare che i rendimenti scendano in territorio negativo.

Come nella prima emissione, il premio fedeltà pari allo 0,40% è garantito a chi deterrà il titolo fino alla scadenza che equivale a 10 punti base in più ogni anno. «È probabile che dopo queste prime due emissioni, il Tesoro prosegua con nuovi collocamenti per costruire una curva con più scadenze», ha commentato Stefano Fassone, responsabile del desk bond syndicate di Banca Imi. La prossima emissione potrebbe arrivare tra settembre e novembre.

La volatilità dei mercati continua a rendere nervosi gli operatori in attesa delle prossime scadenze dalle elezioni in Grecia, agli sviluppi delle tensioni sui paesi dell’area euro. In pochi giorni lo spread tra il BTp e il Bund del titolo decennale è passato da 445 centesimi di lunedì a 433 di ieri, un restingimento che ha coinvolto anche i rendimenti degli altri paesi periferiferici. Le parole del presidente della Bce Mario Draghi sul sostegno al sistema bancario ha rasserenato gli operatori che hanno letto le dichiarazioni come un’assicurazione sul l’intervento dell’autorità monetaria in caso di evoluzioni traumatiche.

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