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Il BTp Italia arriva a quota 588,9 milioni, forti gli istituzionali

Giornata in ripresa per il BTp Italia che nella seconda giornata di sottoscrizione ha raccolto 370,9 milioni di euro, portando così il totale già sottoscritto a 588,9 milioni di euro. Un miglioramento dovuto anche a consistenti contratti giunti dagli investitori istituzionali tra cui un contratto da 70 milioni e altri tra 5 milioni e 12 milioni di euro. La parte forte continuano a farla la clientela retail a cui il BTp Italia è rivolto. Per sottoscrivere il titolo a 4 anni italiano indicizzato all’inflazione c’è tempo fino a giovedì 7 giugno. «Nei prossimi giorni si aspettiamo un’accelerazione delle sottoscrizioni. La presenza poi degli istituzionali dà una spinta importante», ha commentato Pantaleo Cucinotta, responsabile Debt capital market di Banca Imi, una delle banche collocatrici, insieme a Bnp Paribas.
Alla vigilia della riunione della Bce e con la piazza londinese chiusa anche ieri, le quotazioni sono rimaste stabili sul fronte dei governativi: il BTp Italia prima tranche si è mantenuto sui livelli di lunedì a 96,6 cents, in linea con il BTp con identica scadenza (96,5 centesimi). Stabile anche il BTp inflation linked a 90,77 centesimi. Seduta stabile anche per lo spread che ieri si attestato a quota 441 punti base e il rendimento del BTp decennale al 5,644 per cento. Nelle ultime battute il differenziale di rendimento tra Italia e Germania è tornato a stringersi leggermente, chiudendo in prossimità dei minimi di giornata.
Per settembre-novembre, intanto, potrebbe arrivare la terza emissione di BTp Italia e, forse, il prossimo anno l’esperimento potrebbe essere esteso anche ad altri classi di titoli di Stato. Secondo il responsabile del debito pubblico del ministero dell’Economia, Maria Cannata, intervistata da Sky Tg24, parlando del BTp Italia ha ricordato che «quando abbiamo fatto il primo annuncio, non ci saremmo aspettati una grande risposta perché mancava l’effetto novità e poi la situazione è un po’ difficile adesso, sia come sentiment di mercato sia perché a giugno ci sono le scadenze fiscali». Sull’impennata dei tassi, Cannata ha sostenuto che «con una conformazione della curva regolare» i tassi sono sostenibili «fino all’8 per cento (..). Adesso c’è una tensione che enfatizza enormemente e penalizza i fondamentali, per quanto riguarda l’Italia. Spread di questo tipo non corrispondono alla realtà», ha aggiunto Cannata.
In ogni caso, la situazione del debito italiano è oggi «incredibilmente migliore rispetto a novembre», aggiungendo che la situazione è «ancora delicata» soprattutto per i problemi a livello internazionale. In ogni caso, nessun catastrofismo: «Dopo novembre scorso è difficile che mi possa spaventare». Proprio a novembre «siano riusciti ad essere nel mercato, a fare le aste e a farle sottoscrivere, ma eravamo al limite. Quello è stato il momento più delicato anche se da noi la domanda non è mai mancata». Quanto alla Spagna, preoccupata di non riuscire a piazzare i propri titoli, Cannata si chiede se non ci sia un «eccesso di pessimismo». Lo si vedrà in settimana, con l’asta a medio lungo termine di Spagna e Francia, in calendario domani.

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