Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Il BoT a un anno torna sopra l’1%

Una seduta interlocutoria quella di ieri in attesa dell’asta a lungo termine di BTp in calendario oggi che segue il collocamento da 8,5 miliardi di BoT a un anno, uscito con rendimenti in lieve rialzo, tornati oltre la soglia dell’1 per cento. Il titolo è stato richiesto per 11,74 miliardi di euro, collocato con un rendimento lordo dell’1,094% in rialzo di 23 punti base sull’asta del mese scorso quando erano stati toccati i minimi degli ultimi tre anni. Non brillante il rapporto tra domanda e offerta, che si è attestato all’1,38 (1,79 nell’asta di gennaio sulla stessa scadenza).
A differenza di quanto succede di norma alla vigilia delle aste a lungo termine, il comparto oltre i 5 anni è stato ben intonato con acquisti da investitori domestici e internazionali: il rendimento del titolo a 10 anni è sceso al 4,497% da 4,618% di lunedì portando lo spread con il Bund a 288 centesimi da 300 punti base del giorno prima. Oggi si replica con un’asta di BTp a 30 anni, a 15 anni, a 3 anni e CcTeu con scadenza 2017 per un totale massimo in offerta di 6,7 miliardi di euro, mentre domani il Tesoro dovrà rimborsare BoT annuali per oltre 9,1 miliardi di euro.
L’asta italiana non era l’unica in programma ieri: il Tesoro spagnolo ha infatti collocato 5,57 miliardi di euro con un importo superiore a quello previsto. In flessione la curva che riflette una buona accoglienza dell’asta Letras a 6 e 12 mesi: i titoli a sei mesi per 2,547 miliardi di euro, hanno registrato un tasso di interesse dello 0,859%, contro lo 0,888% dell’ultima asta tenutasi a gennaio. I titoli a 12 mesi sono stati 3,023 miliardi di euro a un tasso di interesse dell’1,548%, in lieve aumento rispetto 1,472% nella precedente asta.
Proprio sulla Spagna ieri il presidente della Bce, Mario Draghi, ha detto che il paese è sulla strada giusta e sono stati fatti enormi progressi, mentre sul programma Omt di acquisto dei bond governativi da parte della Bce, va utilizzato soltanto «se ci sono grandi problemi di trasmissione della politica monetaria e se c’è una reale e rigida condizionalità legata al programma Esm».
Intanto lunedì era tornato positivo per la prima volta da giugno il tasso sui titoli di Stato semestrali della Germania. Il rendimento medio era salito allo 0,0203% da -0,009% dell’asta di gennaio. Assegnati in tutto titoli per 3,385 miliardi di euro contro un target massimo di 4 miliardi, con una domanda a 6,575 miliardi di euro. «L’asta è stata ben accolta, tenendo conto che proprio ieri c’era una concentrazione eccezionale di aste nella zona euro – ha commentato Chiara Manenti, analista di Intesa Sanpaolo – quasi 20 miliardi di titoli a breve termine offerti oltre ai bond in Germania e Olanda e a quello dell’Efsf (di cui si parla a pagina 29, ndr). Il fatto che ci sia stato un aumento del rendimento solo leggero è confortante, visto l’andamento del mercato nelle ultime settimane».
Sul fronte azionario, le Borse del Vecchio Continente archiviano la seduta tutte in rialzo con Madrid maglia rosa (+1,93%), seguita da Parigi (+0,99%), Londra (+0,98%), quindi Milano (+0,69%) e Francoforte (+0,35%). A Piazza Affari sotto i riflettori è finita Finmeccanica dopo l’arresto del presidente Giuseppe Orsi sugli sviluppi dell’inchiesta per le ipotizzate tangenti in India. Il titolo, che è finito anche in asta per eccesso di ribasso, ha lasciato sul terreno il 7,31% a 4,4 euro. Sono passati di mano oltre 31 milioni di pezzi, un vero e proprio record rispetto a una media degli ultimi mesi pari a 6,3 milioni. Poco è servito ad allentare la pressione sulle azioni il divieto della Consob di vendite allo scoperto. La vicenda Finmeccanica segue quella di Saipem per le tangenti in Algeria per la quale è stato indagato l’ad Paolo Scaroni. Ma Saipem e Finmeccanica non sono le uniche società sotto inchiesta: è stato calcolato che un terzo della capitalizzazione di Borsa corrisponde a società al vaglio degli inquirenti, fra le quali Eni, Bpm e Fondiaria-Sai.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Con un’accelerazione tipica delle fasi critiche il sistema bancario sta ridefinendo la sua nuova g...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

«Siamo poco in ritardo » nella stesura del Recovery Plan italiano. Il premier Giuseppe Conte ammet...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Tre anni di pressoché continua crescita di dividendi globali andati in fumo in un colpo solo, in qu...

Oggi sulla stampa