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Il boom dell’Rc auto «fantasma»

di Riccardo Sabbatini

Il mercato italiano della Rc auto infettato dalle compagnie «fantasma». Sempre più spesso nei parabrezza degli autoveicoli compaiono contrassegni con nomi stravaganti, che richiamano il logo delle imprese più conosciute ma sono in realtà del tutto falsi. Accade soprattutto nelle aree del mezzogiorno dove il caro- polizze si è fatto maggiormente sentire e dove, pertanto, un numero non indifferente di autovetture risulta a tutti gli effetti non assicurato. Soltanto nei primi tre mesi del 2011 l'Isvap (l'authority del settore) ha segnalato 9 casi di contraffazione rispetto ai 13 dell'intero 2011. La gravità del fenomeno è emersa nel corso di un convegno organizzato ieri a Roma dall'Aiba, l'associazione dei broker.

Ad impensierire gli intermediari nostrani è anche la continua espansione delle imprese estere che operano nella penisola utilizzando le norme comunitarie sulla libera prestazione di servizi (Lps). Autorizzate in paesi periferici dell'Unione, utilizzano il passaporto comunitario per collocare le loro polizze (normalmente molto convenienti), ma quando arriva il momento di pagare i sinistri spesso risultano insolventi. Dagli elenchi dell'Isvap risultano 968 compagnie estere in Lps e, tra queste, 6 vengono dalla Grecia, 18 da Malta, 19 da Gibilterra, 6 dalla Romania. Maltese (ma con azionisti tutti italiani) era per esempio la Eig bloccata in tutta fretta dall'Isvap nell'aprile dello scorso anno, con una lunga scia di sinistri non pagati.

Ai malcapitati automobilisti che si imbattono in simili disavventure non resta che rivolgersi al fondo vittime della strada gestito dalla Consap (agenzia pubblica di servizi assicurativi) per un parziale risarcimento dei propri danni. Anche per queste ragioni il fondo vittime della strada ha chiuso il bilancio del 2010 in rosso per 10 milioni (rispetto ai 390 incassati con una percentuale del 2,5% sulle polizze della Rc auto). La cassa ha una riserva patrimoniale – ha detto al convegno il direttore Paolo Panarelli ma dopo – ha avvertito – sarà inevitabile chiedere l'aggiornamento dell'aliquota sulle polizze.

Per le compagnie estere che agiscono in libera prestazione il fondo può rivalersi presso istituti analoghi dei paesi in cui quelle società sono registrate ma non dappertutto esistono simili reti di salvaguarda (a cominciare da Malta). «Occorre rimettere ordine a livello europeo», ha detto al convegno il presidente dell'Isvap Giancarlo Giannini. «Non vogliamo – ha aggiunto il presidente dell'Aiba Francesco Paparella – che la libertà concorrenziale assicurata dal legislatore comunitario si trasformi in un vulnus per i consumatori. Noi mettiamo in guardia in nostri clienti dall'ottenere facili coperture. Spendere poco per il nulla è come buttare al vento i propri quattrini».

 

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