Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Il bond salva-euro fa il pieno

di Isabella Buffacchi

Il primo prototipo degli e-bond, il primo titolo di debito europeo garantito direttamente dagli stati membri dell'Eurozona e test di strumento alternativo al titolo di stato nazionale in euro, è stato collocato ieri dall'Efsf per cinque miliardi di valore, con un rendimento lordo del 2,89% sulla durata dei cinque anni: questa somma è destinata totalmente a finanziare l'Irlanda, che sulla stessa scadenza per un prestito dal mercato ieri avrebbe pagato il 7,58 per cento.

Il debutto dell'Efsf, un inedito meccanismo di salvataggio degli stati di Eurolandia in crisi di liquidità, è stato definito un successo di portata storica dalle banche capofila Citi, SocGen, Hsbc: gli ordini di acquisto hanno raggiunto dimensioni faraoniche, pari a 45 miliardi, nove volte l'importo offerto, provenienti da 500 investitori istituzionali in tutto il mondo, prevalentemente dall'Asia. Molti portafogli asiatici hanno varcato per la prima volta la soglia dell'Eurozona o sono tornati dopo una lunga assenza, hanno spiegato fonti vicine al collocamento. Il 20% è stato acquistato dal Giappone e il 38% da tutta l'Asia. L'Italia ha pesato per il 2% circa mentre i risparmiatori avrebbero partecipato per l'1% attraverso il private banking.

«L'emissione Efsf è stata un enorme successo che non ha precedenti. La qualità e la natura degli ordini è di portata storica», ha detto Zeina Bignier, global head of public sector origination di Société Générale Corporate & Investment Banking. «L'ottima accoglienza sul mercato degli Efsf-bond – ha aggiunto – è anche un successo per il sistema monetario perché riconosce l'importanza di questo strumento e delle misure adottate dall'Eurozona per affrontare le difficoltà emerse durante la recente crisi». Per il numero uno dell'Efsf, il tedesco Klaus Regling, l'enorme interesse manifestato dagli investitori ha confermato «la fiducia nella strategia adottata dell'Eurozona per ripristinare la stabilità finanziaria».

La calda accoglienza riservata a questa operazione, un esperimento che è stato interpretato dagli operatori come un collaudo per la creazione del debito pubblico europeo, è stata salutata come un atto di rinnovata fiducia a favore dell'euro. Ma la prudenza è d'obbligo in un mercato, quello dei titoli di stato dell'Eurozona, soggetto da mesi a una straordinaria volatilità e a repentini sbalzi umorali degli investitori, che alternano la fede nel futuro della moneta unica al terrore dello smantellamento dell'Unione monetaria provocato dall'uscita di stati in bancarotta.

I primi bond dell'Efsf sono andati letteralmente a ruba, e questo è indubbio. Ma l'ondata degli acquisti è dipesa anche da fattori tecnici rilevanti, non solo da un atto di fiducia. L'effetto-rarità ha un grosso peso: agli investitori è stato detto che l'Efsf emetterà 26,5 miliardi in due anni, di cui circa 17 quest'anno. Nel 2011 i titoli benchmark di questo nuovo veicolo potrebbero essere soltanto tre: il primo, di regola, è quello che paga di più per attrarre interesse e conquistare la scena. Così ieri il primo Efsf non è stato di certo "tirato" nelle condizioni ma sufficientemente generoso, per garantire il successo: il bond è stato offerto al 2,892%, un rendimento equivalente a 6 centesimi di punto percentuale sopra il tasso swap e quindi 56 centesimi sopra i titoli tedeschi a cinque anni. Questo spread è destinato a restringersi nei prossimi giorni secondo gli addetti ai lavori (già ieri sera sulle prime quotazioni del mercato grigio il margine sullo swap era pari a un centesimo): ma secondo alcuni trader il fatto che gli ordini siano stati oltre nove volte l'importo in offerta avrebbe potuto consentire un tasso più vantaggioso per il debitore. La Germania è contraria agli e-bond (emissioni di debito europeo al posto di quello nazionale) proprio perché non intende finanziarsi a un tasso d'interesse molto più elevato di quello dei suoi titoli di stato. Per Silvio Peruzzo di Rbs «in questo momento di incertezza sui mercati del debito, una domanda così significativa conferma che l'appetito per carta AAA denominata in euro resta molto elevato». Tuttavia la quantità emessa dall'Efsf è stata modesta ed è possibile che alcuni investitori decidano di disinvestire dai titoli di stato dell'Eurozona "semi-core" dove si trovano Italia e Belgio per fare spazio in portafoglio alle emissioni dell'Efsf che rendono più della Germania ma sono considerate super-sicure, anche se molto meno liquide rispetto alle emissioni tedesche, francesi e italiane.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Via libera agli indennizzi per i risparmiatori truffati dalle banche: ieri, il ministro dell’Econo...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Quaranta giorni per salvare Alitalia prima che si esauriscano le risorse residue del prestito ponte ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La crisi di governo fa subito vacillare il precario equilibrio della finanza pubblica italiana e apr...

Oggi sulla stampa