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Il bollo sui conti somma soltanto quelli identici

Il calcolo dei cinquemila euro di giacenza media per l’esenzione dal bollo sui conti correnti e sui libretti di risparmio posseduti da persone fisiche deve essere effettuato su tutti i rapporti intestati in modo identico e intrattenuti con la stessa banca, con Poste italiane o emessi da Cassa depositi e prestiti. Così se un soggetto ha due conti, uno intestato a lui e un altro cointestato, non va effettuato il cumulo ai fini dell’esenzione. Il bollo non è dovuto per i conti correnti intestati a persone fisiche se il valore della giacenza media è negativo (conti in rosso). Questi conti correnti, inoltre, non concorrono a formare il valore medio di giacenza per l’esenzione.
Sono alcuni dei chiarimenti contenuti nel decreto del ministero dell’Economia del 24 maggio che attua la “mini patrimoniale” introdotta dall’articolo 19 del decreto legge salva Italia 201/2011, convertito dalla legge 214/2011.
Estratti conto
L’imposta annua sugli estratti di conto corrente bancari e postali è, rispettivamente, fissata a 34,20 euro per i clienti persone fisiche e a 100 euro per gli altri clienti (comprese le società). Si considerano clienti i soggetti indicati nel provvedimento del Governatore della Banca d’Italia del 9 febbraio 2011. È, pertanto, escluso il prelievo sui conti correnti intestati a banche, società finanziarie, imprese di assicurazione, fondi comuni, società di gestione del risparmio (Sgr), Poste italiane.
Non si considerano rapporti con il cliente quelli aperti per ordine dell’autorità giudiziaria; si tratta, per esempio, dei conti aperti a seguito di provvedimenti giudiziari o sequestro e intestati al Fondo unico giustizia.
L’importo di 34,20 euro o di 100 euro è dovuto per ogni rapporto di conto corrente o libretto: una misura che dovrebbe incentivare la loro concentrazione. Se gli estratti conto sono inviati periodicamente nel corso dell’anno o in caso di estinzione o di apertura dei rapporti in corso d’anno, l’imposta è rapportata al periodo rendicontato.
In caso di rendicontazioni periodiche, la liquidazione infrannuale dell’imposta è definitiva, nel senso che non occorre procedere a conguagli, a credito o a debito, a fine anno. Il dubbio era sorto perché le giacenze medie che si manifestano nel corso dell’anno possono essere differenti dal valore medio della giacenza annuale e incidere, quindi, sulla spettanza o meno dell’esenzione.
L’imposta è applicata in via definitiva dall’intermediario:
– al 31 dicembre di ciascun anno, in caso di periodicità annuale o in assenza di invio del documento;
– alla fine del periodo rendicontato in caso di periodicità infrannuale stabilite contrattualmente;
– alla data di cessazione del rapporto in caso di estinzione infrannuale.
Prodotti finanziari
Sulle comunicazioni alla clientela, incluse le società e gli enti, relative a prodotti finanziari è dovuto un bollo proporzionale dello 0,1% per il 2012 e dello 0,15% per gli anni successivi. Se le comunicazioni sono inviate periodicamente nel corso dell’anno o in caso di estinzione o di apertura dei rapporti in corso d’anno, l’imposta è rapportata al periodo rendicontato. Questa regola rileva anche per gli importi minimi e massimi dell’imposta dovuta; infatti, l’importo minimo dell’imposta da pagare su base annua è di 34,20 euro e, solo per il 2012, l’importo massimo dell’imposta da versare su base annua non può eccedere 1.200 euro. Il decreto ha chiarito che anche queste misure sono ragguagliate al periodo rendicontato e si applicano in considerazione dell’ammontare complessivo dei prodotti finanziari del cliente presso il medesimo ente gestore.
Per prodotti finanziari, secondo il decreto, si devono intendere quelli elencati nell’articolo 1 del Tuf che comprendono gli strumenti finanziari (valori mobiliari come azioni e obbligazioni, certificati di deposito, quote di organismi di investimento collettivo del risparmio) e ogni altra forma di investimento di natura finanziaria. Proprio quest’ultima fattispecie residuale, secondo alcuni, potrebbe includere le quote di società di persone e di Srl e i finanziamenti dei soci, se sono amministrate da intermediari (per esempio, da società fiduciarie). Costituiscono poi prodotti finanziari per l’imposta di bollo – dato che sono indicati dal salva Italia – i depositi bancari e postali, anche se rappresentati da certificati.

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