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Il board Prelios decide sul riassetto

Procede a ritmi serrati la roadmap per il riassetto del gruppo Prelios. Oggi il board della società prenderà visione delle due offerte ricevute lo scorso 19 settembre da parte di Feidos, la cordata italiana che fa capo a Massimo Caputi e cui parteciperebbe anche l’imprenditore Roberto Haggiag, e dell’americana Fortress Investment Group.
La situazione resta fluida e sono molteplici gli scenari che potranno aprirsi dopo la riunione consiliare: le due offerte potrebbero ricevere entrambe il via libera per perfezionarsi successivamente, oppure potrebbe venire concessa un’esclusiva a trattare con uno dei due potenziali investitori.
Difficile azzardare ipotesi anche sulla tempistica, che ovviamente potrebbe variare in funzione del numero di soggetti coinvolti. Al di là della decisione del consiglio di amministrazione di oggi, nei prossimi giorni si intensificheranno i confronti con quei soggetti che nella partita Prelios hanno un ruolo chiave: cioè le banche finanziatrici e gli attuali soci in primo luogo. Le due offerte sarebbero diverse per entità e per struttura: la cordata capitanata da Caputi propenderebbe per un aumento soltanto cash (si parla di una cifra attorno ai 175-185 milioni di euro), mentre l’americana Fortress apporterebbe, oltre a un’iniezione di liquidità attorno ai 60-70 milioni, anche i propri business sinergici nel credit servicing e nei fondi immobiliari: in particolare, le controllate Italfondiario, attiva negli Npl, e Torre Sgr.
Entrambe le offerte prevedono una robusta ricapitalizzazione che dovrà coinvolgere giocoforza le banche, chiamate a qualche sacrificio per alleggerire la posizione debitoria di Prelios, anche se fonti finanziarie indicano in circa 70 milioni di euro l’importo necessario per rimpinguare le casse dell’immobiliare della Bicocca.
Dall’altra parte, l’azionista di riferimento di Prelios, cioè la Camfin presieduta da Marco Tronchetti Provera, ha già fatto sapere di essere disposta a fare la sua parte partecipando all’aumento di capitale, con una cifra che potrebbe attestarsi attorno ai 10 milioni di euro.
Quel che è certo è che con il board di oggi Prelios aggiunge un importante tassello nel piano di rilancio industriale, che necessariamente passa dalla risoluzione di una situazione finanziaria divenuta ormai insostenibile: con circa 500 milioni di debiti corporate, debiti pro-quota dei veicoli-fondi partecipati da Prelios a quota 1,5 miliardi (a fronte di attivi pro-quota per 2,2 miliardi a valore di mercato) e, infine, contenziosi fiscali che raggiungerebbero la cifra di un centinaio di milioni di euro. Questa situazione finanziaria rischia di gravare sul business dei servizi, ormai riportato stabilmente in utile sia in Italia sia in Germania.
Se sul fronte nazionale il fiore all’occhiello è la Sgr, capace di generare buoni flussi di cassa e tornata di recente alla piena operatività dopo il via libera autorizzato da Bankitalia al lancio di nuovi fondi, la situazione appare in miglioramento anche in Germania, dove Prelios gestisce 4 miliardi di asset che comprendono 20.000 unità residenziali e 90 centri commerciali affittati a Karstadt. E proprio a proposito della piattaforma tedesca, tornata in utile nel giugno scorso con un risultato di oltre 5 milioni di euro, la sua dismissione potrebbe ora essere oggetto di discussione, posto che le opzioni oggi al vaglio del consiglio di amministrazione rappresentano soluzioni più strutturali ai problemi di cassa di Prelios e più funzionali al suo prossimo sviluppo industriale.

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