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Il bilancio diventa digitale

Per un milione di società italiane i prossimi bilanci saranno in Xbrl (eXtensible business reporting language). In questo linguaggio i dati vengono etichettati con una codifica che ne definisce la tipologia di voce, selezionata tra quelle presenti nella tassonomia. I vantaggi sono enormi soprattutto in termini di standardizzazione, facilità di consultazione, possibilità di incrociare tra loro i vari dati.

Ma un bilancio Xbrl è anche in grado di fornire garanzie sulla quadratura dei dati presenti nei vari campi, e sull’aggiornamento degli stessi alle nuove normative. Oltretutto alcuni quadri, dove sono presenti informazioni già presenti in altre parti dello stesso documento, si autocompileranno, semplificando la vita ai redattori.

Il nuovo standard contabile interesserà praticamente tutte le società italiane tenute alla redazione del bilancio, escluso per ora quelle che utilizzano i principi contabili internazionali. Anche la nota integrativa, la parte meno numerica e più discorsiva dei documenti contabili, è stata piegata alle esigenze della standardizzazione, pur garantendo ancora la possibilità di personalizzazione grazie alle parti discorsive.

Ora toccherà alle software house il compito delicato di rendere disponibili i nuovi strumenti all’interno dei propri gestionali nel modo più semplice ed efficace.

Forse non è esagerato dire che si tratta di una vera e propria rivoluzione, perché non c’è dubbio che questo nuovo strumento ha potenzialità enormi. Non soltanto per quello che può offrire a chi compila e a chi consulta i bilanci, in termini di semplificazioni, chiarezza di lettura, univocità interpretativa, possibilità di incrocio dei dati, eliminazione di gran parte degli errori materiali di imputazione degli stessi.

Le potenzialità maggiori sono nell’ambito dell’analisi macroeconomica dei dati stessi. L’Agenzia delle entrate, per esempio, avrà a disposizione uno strumento molto più efficace, sicuro, attendibile, economico, degli attuali studi di settore. Sarà facilissimo far emergere le anomalie di un’azienda o di una voce presente in bilancio, semplicemente confrontando lo stesso con quello di aziende simili presenti nella stessa zona. È lo stesso risultato che ci si poteva aspettare dagli studi di settore, solo che qui i dati sono più affidabili, perché sono quelli dichiarati dalle aziende e non sono il frutto di una mediazione politica. Uno scostamento rispetto al settore di appartenenza farà suonare immediatamente un campanello d’allarme presso i verificatori ben più fondato rispetto a quello che deriverebbe da dati statistici. Evidentemente questo porterà anche i contribuenti a una compliance (adempimento spontaneo) ben più esteso di quello che si verifica, oggi, grazie agli studi di settore. Inoltre, in presenza di situazioni particolari, che giustificano dati anomali rispetto alla media, anche la difesa del contribuente dovrebbe essere facilitata. Non è un caso se, negli ambienti di via Cristoforo Colombo, gli studi di settore sono considerati già superati e da riservare a categorie e ambiti particolari.

Un milione di bilanci in Xbrl sono anche una banca dati gigantesca sui fondamentali del sistema economico del Paese. Non è prevista, per ora, la possibilità che anche professionisti e piccole imprese possano aver accesso all’utilizzo dei dati nel loro complesso. Ma è certo che l’incrocio di tutti queste informazioni avrebbe potenzialità enormi in termini di analisi econometrica e di benchmarking. Basti pensare a quello che potrebbe significare nella pianificazione economica, creditizia, industriale. Probabilmente, è solo una questione di tempo.

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