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Il bilancio aiuta lo sgravio delle perdite su crediti

Il corretto inquadramento contabile aiuta la deduzione in Unico delle perdite su crediti. Nel processo di redazione del bilancio di esercizio assumono rilevanza le poste relative ai crediti, le cui perdite (certe o presunte) determinano componenti negativi da imputare nel conto economico di competenza. Tuttavia, il passaggio della gestione delle perdite su crediti dal conto economico all’imponibile fiscale, ed in ultima analisi al modello dichiarativo (quadro RS modello Unico 2016), va valutato con attenzione: non è scontato, infatti, che i componenti negativi relativi ai crediti assumano lo stesso significato tra ambito civilistico ed ambito fiscale. Alla luce del principio Oic 15, si possono fare quattro casi.

Cancellazione del credito
Se si sono verificati fatti che comportano il venir meno del diritto ad incassare i flussi finanziari relativi ai crediti, oppure il diritto ad eseguire tale incasso è stato trasferito a terzi (paragrafo 57, Oic 15), il credito va cancellato rilevando una perdita nella voce B14 del conto economico. Tale perdita è certamente deducibile sotto il profilo fiscale, poiché dotata per legge di elementi certi e precisi. Come recita infatti l’articolo 101, comma 5 del Tuir, «gli elementi certi e precisi sussistono inoltre in caso di cancellazione dei crediti dal bilancio operata in applicazione dei princìpi contabili». A questo proposito vanno evidenziate due considerazioni, la prima di ordine civilistico e la seconda di ordine fiscale:
se il credito è stato precedentemente sottoposto ad una svalutazione analitica è necessario utilizzare il fondo.
se in precedenza è stato dedotto un accantonamento forfettario ex articolo 106 del Tuir, la perdita sarà deducibile solo per l’eventuale eccedenza rispetto al fondo dedotto, anche se la svalutazione dedotta è avvenuta per masse o a fronte di svalutazione analitica di altro debitore.
Nel modello Unico tali perdite vanno esposte nel rigo RS 65.
La perdita probabile
Se dalla valutazione analitica del debitore emergono elementi che facciano ritenere probabile la perdita, occorre eseguire una svalutazione del credito che viene collocata alla voce B 10 d) del conto economico, in contropartita di un fondo che tecnicamente costituisce una rettifica della posta dell’attivo, cioè il credito (par. 34 e seguenti , Oic 15). Se la svalutazione è assistita da condizioni di deducibilità fiscale, come avviene nell’ipotesi di dichiarazione di fallimento enunciata nel 2015 o in anni precedenti (e ciò a seguito della modifica intervenuta nel 2015 con il comma 5 bis dell’articolo 101 del Tuir), è consigliabile dare specifica denominazione a tale fondo per richiamare la deducibilità fiscale. Tale svalutazione infatti, pur movimentando un “fondo”, non va considerata nel calcolo dell’ammontare degli accantonamenti e delle svalutazioni dell’esercizio deducibili nel limite dello 0,5% del valore dei crediti. È inoltre deducibile integralmente se non sono stati dedotti in precedenza accantonamenti forfettari; altrimenti si dovrà limitare la deduzione all’eccedenza rispetto al fondo pregresso (e dedotto), come nel caso sopra citato. La svalutazione va esposta sempre nel rigo RS 65 del modello Unico 2016.
La carenza di elementi certi
Diversa la circostanza in cui non vi siano elementi certi e precisi che permettano di dedurre fiscalmente il componente negativo. In questo caso, si consiglia di imputare tale svalutazione a un fondo specificamente denominato, poiché così risulta più agevole il trattamento fiscale di tale componente negativo, la cui deducibilità è limitata allo 0,5% del valore civile dei crediti esistenti al 31 dicembre 2015; e rispettare l’ulteriore limite pari al 5% dei crediti, sommando la svalutazione del 2015 con quelle eseguite nel passato. Va ricordato poi che concorre a tale limite solo la svalutazione dedotta e non quella operata civilisticamente, a differenza di quanto sostenuto dalla Corte di cassazione (sentenza 13458/15), che è stata smentita dalle stesse istruzioni alla compilazione di RS. In tale quadro la svalutazione in oggetto va esposta nel rigo RS 67.
La svalutazione forfettaria
In presenza di alcune condizioni, è permessa una stima forfettaria del fondo cui imputare le svalutazioni, ma va considerato che tale procedura non può tradursi in comportamenti automatici e che si deve invece controllare costantemente la congruità delle rettifiche (Oic 15, par. 39). La svalutazione forfettaria viene imputata alla voce B 10 d) del conto economico e dedotta nel limite dello 0,5% del valore dei crediti al 31 dicembre. Nel modello Unico viene collocata nel rigo RS 67.

Giovanni Maccagnani e Paolo Meneghetti

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