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Il Belgio pronto a uscire da Bnp

Il governo belga del primo ministro Elio Di Rupo sta valutando se vendere le sue partecipazioni nelle banche BNP Paribas e Bnp Paribas-Fortis pur di ridurre in modo significativo il proprio debito pubblico, sotto al 100% del prodotto interno lordo, secondo le raccomandazioni della Commissione europea. La notizia, rilanciata ieri da due quotidiani locali, giunge mentre in altri Paesi la mano pubblica cerca di uscire dal capitale delle banche salvate all’apice della crisi.
Il governo belga controlla una quota del 10,3% nel capitale di Bnp Paribas, pari a un controvalore di circa 6,3 miliardi di euro. La mano pubblica è diventata azionista della banca francese nel 2008 dopo il salvataggio d’emergenza dell’istituto di credito Fortis da parte dell’istituzione transalpina. Attualmente, il governo belga venderebbe in perdita, poiché ha acquistato la partecipazione al prezzo di 68 euro ad azione. Ieri il titolo ha chiuso pressoché invariato a 50,39 euro.
«Lo Stato – ha detto di recente il ministro del Bilancio, Olivier Chastel, alla ricerca di denaro fresco per ridurre il debito – non è uno speculatore finanziario. Non ha investito per incassare una plusvalenza, ma per salvare posti di lavoro». Alcuni ministri invece sono dell’avviso che vendere in perdita sarebbe un errore. Fanno notare tra le altre cose che il titolo potrebbe facilmente salire e che da quando è diventato azionista il governo ha incassato dividendi per 824 milioni di euro.
Di recente anche il governo inglese, chiamato a salvare il sistema bancario all’apice della crisi, ha venduto una quota del 6% nel Lloyds Banking Group. Ieri le fughe di notizie non sono state commentate né dal governo belga né dalla banca francese. Secondo i quotidiani L’Echo e De Tijd, la vendita di una quota del 3% in Bnp Paribas permetterebbe al governo di recuperare due miliardi di euro. La Commissione stima che quest’anno il debito belga salirà al 100,4% del Pil dal 99,6% del 2012, e chiede un risanamento dei conti.
Un’altra possibilità, secondo la stampa belga, è che il governo venda la sua partecipazione del 25% in Bnp Paribas-Fortis, la filiale belga della banca francese. In questo caso, la mano pubblica potrebbe ricavare due miliardi di euro. Il problema è che ad acquistare la quota potrebbe essere solo la casa madre francese, e il margine di negoziato sarebbe minimo. In ballo ci sono anche le partecipazioni nel gruppo telefonico Belgacom, nella banca Belfius, e nella società che gestisce il lotto, la Loterie Nationale.
Il governo belga è in una fase pre-elettorale; si voterà per il rinnovo del parlamento nel maggio dell’anno prossimo. Il momento è quindi delicato, tanto più che la Commissione vuole che il Paese riduca il deficit pubblico al 2,7% del Pil nel 2013. Prima dell’estate, il consiglio dei ministri ha trovato un accordo per trovare nel bilancio risparmi per 524 milioni di euro. Uno sforzo supplementare, stimato a 3,5 miliardi di euro, deve essere effettuato nel 2014.

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