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Il barometro del Nasdaq segna rialzi a Wall Street

di Alessandro Chini e Alessandro Magagnoli

La situazione economica negli Usa non è certo brillante, tanto che la Riserva Federale nell'ultimo Beige Book dichiara che la crescita è ancora modesta in molti distretti e che il mercato del lavoro rimane in difficoltà. Tra le righe è tuttavia possibile scovare anche indizi positivi. In particolare esistono tre settori – auto, energia e turismo – che godono di discreta salute a differenza di quello finanziario ancora in crisi. La Borsa sembra aver fiutato il miglioramento delle prospettive. Ottobre per l'indice S&P500 ha fatto segnare il maggiore rialzo dal 1974. Il miglioramento della situazione, anche se ancora in buona parte da dimostrare, ha convinto gli investitori a introdurre in portafoglio quote crescenti di titoli azionari, acquistati a valori spesso storicamente non troppo distanti dalla media di lungo periodo. La domanda che probabilmente molti risparmiatori si pongono dopo il record di performance di ottobre è se si sia trattato solo di un episodio oppure se sia il segno di un mutamento destinato a durare. L'osservazione della serie storica non è di aiuto nella risoluzione di questo dubbio. Ma il partito dei rialzisti può contare su altri indizi incoraggianti. Anzitutto l'indice S&P500 con il ribasso subito tra inizio maggio e inizio ottobre ha ritracciato una porzione relativamente ridotta del l'ascesa dai minimi di inizio 2009, decisamente inferiore a quel 50% (posto a 1.020 punti circa) ritenuto dagli analisti come la quota oltre la quale si inizia a materializzare il rischio di una inversione. L'impressione è che il trend rialzista in costruzione dai minimi del 2009 sia ancora intatto e che i prezzi abbiano la forza per salire nuovamente sopra i picchi di maggio a 1.370 punti. Un primo ipotetico target per l'ascesa si colloca in area 1.470, lato superiore del canale crescente ipotizzabile dal marzo 2009, il successivo a 1.576, sui record dell'ottobre 2007. Discese sotto 1.100 porrebbero invece in seria difficoltà lo scenario rialzista prospettando la realizzazione di una nuova fase decrescente destinata con buona probabilità a violare i 1.000 punti.

Lo studio del grafico del Nasdaq Composite fornisce ulteriori indizi in favore di un'evoluzione rialzista. Attualmente l'indice tecnologico si trova a un passo dei massimi del 2007, a quota 2.861 punti. Lo sforzo necessario per il superamento della resistenza è quindi limitato e il successo potrebbe anche essere imminente. La rottura dei 2.850/900 punti fornirebbe un nuovo segnale rialzista capace di condizionare positivamente il medio lungo termine, anticipando con buona probabilità un comportamento simile da parte dello S&P500, per il quale i massimi di ottobre 2007 sono ancora relativamente lontani, a 1.576 punti. Gli investitori più aggressivi potrebbero quindi posizionarsi al rialzo in ottica di medio-lungo periodo sull'indice S&P500 e strumenti finanziari correlati sfruttando un eventuale segnale di forza derivato dall'andamento del Nasdaq.

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