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Il Banco Popolare torna ai profitti

Un risultato boom sul fronte commissionale (+25% sul primo trimestre 2014 alla voce di servizi da gestione) porta il Banco Popolare all’utile. Il risultato netto dei primi tre mesi dell’anno è di 209 milioni, contro i 19 milioni di rosso del primo trimestre del 2014. Ma a segnalare l’arrivo di una possibile inversione di tendenza per la banca guidata da Pier Francesco Saviotti sono anche altri elementi: la forte riduzione del flusso netto dei deteriorati, ad esempio, che segna un -76% sullo scorso esercizio, con lo stock di crediti lordi in calo di 165 milioni (-0,8%). O l’andamento degli impieghi lordi, che dopo mesi di stallo riprendono a crescere su base trimestrale (2,5 mld totali, in impennata del 111% anno su anno), grazie all’accelerazione sul fronte Small (+82%) e Mid corporate (+134%). Numeri che nel complesso, dice l’amministratore delegato del Banco, «ci danno ragione di tutte le iniziative del passato». E se è vero che questi dati «non si possono replicare per quattro trimestri», la speranza è che in prospettiva «portino soddisfazione a noi e ai nostri azionisti».
Complice il boom del risparmio gestito, il contributo delle commissioni nette come detto è stato importante, pari a 422,3 milioni (+13,6%) contro un budget indicativo di 350 milioni e i 310 milioni del 2014. Una performance, va detto, difficilmente ripetibile («il livello del primo trimestre non è replicabile per tutto l’anno», ha detto Saviotti). A crescere sono stati nel complesso i proventi operativi, saliti del 6,9%, a 954 milioni. Mentre le sofferenze sono aumentate del 2,1%, nel trimestre, sotto controllo invece i costi operativi, in calo del 2,7% a 539 milioni.
Nel corso della conference call, Saviotti è però tornato sul tema di attualità nel mondo delle banche popolari, ovvero quello dei possibili matrimoni. E a proposito di un mai nascosto interesse per Bpm, Saviotti si è detto «fedele nei secoli». Tuttavia, ha precisato, «non si può rimanere su un’unica possibilità». Per questo «noi parliamo con tanti» anche se «oggi non c’è niente di niente».?Certo è che qualsiasi operazione verrà fatta «se utile al Banco, pensando al presente e al prossimo futuro». Perchè «le esigenze di trovare compagnia devono essere compensate dall’esigenza di non penalizzare, se non marginalmente, i nostri azionisti». E interpellato a proposito del sottovalutazione dell’istituto rispetto ad altri competitor, Saviotti ha affermato di non essere «assolutamente interessato a fare operazioni che siano eccessivamente diluitive». Infine, da segnalare che la banca ha trattative in corso per la cessione di sofferenze unsecured per un ammontare di 200 milioni, cui si aggiungono altri 50 milioni della divisione leasing, che dovrebbero concludersi entro un mese.

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