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Il Banco Popolare fa «pulizia» nei crediti

Sul tavolo del Banco Popolare al momento non c’è «nessun dossier di aggregazioni» ma la banca «rimane attenta a esaminare eventuali opportunità». L’amministratore delegato dell’istituto Pier Francesco Saviotti risponde così, nel corso della conference call con gli analisti, a chi gli chiede se il gruppo voglia giocare un ruolo da protagonista nel – probabile – processo di consolidamento bancario atteso nei prossimi mesi. E benchè ad oggi non ci sia «niente sul tavolo», qualora «ci fossero delle opportunità, e fossero interessanti, ci daremmo da fare per prenderle in considerazione». Certo è che per ora è prematuro parlarne. «Alla luce di quanto evidenziato dagli Aqr, lavoriamo per completare il 2014», ha precisato Saviotti.
Anche perchè, sotto il profilo dei conti, nei primi nove mesi dell’anno il Banco ha registrato perdite per 122 milioni, rispetto all’utile di 165 milioni di un anno fa (dati riesposti). Ed è proprio per contenere i costi che l’istituto, in una nota, ha annunciato di avere in corso una razionalizzazione della rete con la riduzione di 112 filiali entro fine esercizio così da «eliminare sovrapposizioni e migliorare il posizionamento competitivo». L’intenzione, inoltre, è quella di cancellare «la dislocazione in province rade rispetto alle altre filiali» e «ridurre la presenza in aree a basso potenziale commerciale».
La buona prova data dal Banco nel corso del Comprehensive assessment – superato grazie all’aumento di capitale da 1,5 miliardi varato nei mesi scorsi – non può tuttavia impedire al Banco di dover rimettere mano al piano industriale, che copre l’orizzonte 2014-16 con proiezione al 2018. Un piano, dice Saviotti, su cui «naturalmente dovremo tornare». E in quell’occasione «faremo una riflessione» sull’eventuale necessità di ulteriori interventi occupazionali, e «se ci saranno le possibilità, che naturalmente dovranno essere condivise con le organizzazioni sindacali, le sfrutteremo».
Quanto all’andamento economico, tra gennaio e settembre il Banco Popolare segna un calo del margine di interesse del 7,1% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (a 1.167 milioni), in ragione del calo degli impieghi medi e del mark down. Bene il margine finanziario (+0,8%, a 1.232 milioni).
Complice la richiesta di maggiori accantonamenti da parte Bce, le rettifiche di valore nette per deterioramento dei crediti sono pari 1.065 milioni, contro i 684 milioni dell’anno precedente, con un balzo del 55 per cento. Di fatto, dei 450 milioni di rettifiche aggiuntive richieste da Francoforte relative alla Credit file review, 263 milioni risultano già effettuate.

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