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Il 730 si apre con Pin e password

L’agenzia delle Entrate, dopo la pubblicazione sulla«Gazzetta Ufficiale» del 28 novembre del “decreto semplificazioni” 175/2014, rende note le modalità operative con le quali i contribuenti, entro il 7 luglio, potranno presentare autonomamente il 730 precompilato. Infatti, sul sito dell’Agenzia sono reperibili la bozza del modello 730/2015 e le relative istruzioni con le quali viene precisato che dal 15 aprile la dichiarazione precompilata sarà messa a disposizione in una sezione del sito internet delle Entrate. Per poterlo confermare o modificare direttamente, e poi inviare, il contribuente dovrà munirsi di un Pin che potrà essere richiesto online oppure per telefono o, in alternativa, recandosi presso un ufficio dell’Agenzia.
La prima parte del Pin verrà rilasciata immediatamente, la seconda parte e la password saranno inviate per posta al domicilio del contribuente. Il precompilato 2015 sarà messo a disposizione dei soli contribuenti che hanno presentato il modello 730/2014 (o Unico 2014 purché contenente dati che potevano comunque esseri indicati con il 730) e che, inoltre, hanno ricevuto la certificazione unica 2015 (ex Cud) con le informazioni relative ai redditi di lavoro dipendente o assimilati percepiti nel 2014.
Se il contribuente, dopo essersi accreditato, non dovesse trovare, per un qualsiasi motivo, la dichiarazione precompilata, potrà comunque presentare il 730 seguendo le regole attuali che prevedono l’intervento di un intermediario abilitato. Diversamente potrà avvalersi del modello Unico.
Sempre entro il 7 luglio il contribuente potrà, in alternativa, rivolgersi al proprio datore di lavoro – a condizione però che quest’ultimo gli abbia comunicato entro il 15 gennaio la disponibilità a prestare l’assistenza fiscale – oppure a un Caf o a un professionista abilitato. La scelta non sarà indifferente, sotto il profilo dei controlli e rispetto al sistema sanzionatorio. Infatti, chi in autonomia o attraverso il proprio sostituto d’imposta accetterà integralmente la dichiarazione proposta dall’Agenzia, non potrà essere sottoposto a controlli sugli oneri detraibili e/o deducibili indicati nel precompilato, anche se resta salva la possibilità per il fisco di verificare la sussistenza delle condizioni soggettive che danno diritto alle detrazioni, alle deduzioni e alle agevolazioni. Pertanto, nel caso in cui il 730 contenga, per esempio, l’indicazione di interessi passivi derivanti da un mutuo contratto per l’acquisto di una casa dove il contribuente non aveva più la dimora abituale, l’Agenzia sarà legittimata a recuperare la maggiore imposta con applicazione di sanzioni e interessi.
Chi accetterà la dichiarazione proposta dal fisco si vedrà inoltre accreditare in busta paga, o con la pensione, crediti di qualsiasi importo senza dover attendere che l’Agenzia, prima di procedere direttamente al rimborso, si riservi sei mesi di tempo per effettuare i controlli qualora l’eccedenza, se di importo superiore 4mila euro, si sia formata anche per effetto di detrazioni per carichi di famiglia o di eccedenze derivanti da precedenti dichiarazioni. Qualora però il contribuente modifichi la dichiarazione messa a disposizione dell’Agenzia, troverà applicazione l’ordinario regime dei controlli e delle sanzioni, anche rispetto ai dati forniti dall’Agenzia. Se la dichiarazione viene invece presentata, con o senza modifiche, a un Caf/professionista, il controllo formale sarà effettuato nei riguardi di tali intermediari, anche con riferimento agli oneri indicati nel 730 precompilato dalle Entrate. Nel caso in cui il controllo metta in luce un’infedeltà del visto di conformità (che riguarda gli oneri deducibili o detraibili, i crediti d’imposta e lo scomputo delle ritenute) il Caf/professionista risponderà nei confronti dell’Agenzia della maggiore imposta, degli interessi e delle sanzioni mentre il contribuente resterà indenne da contestazioni, salvo che non abbia indotto in errore l’intermediario assumendo una condotta dolosa o gravemente colposa oppure non abbia dichiarato i redditi conseguiti.

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