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Il 730 precompilato debutta online

È il giorno della verità: da oggi, alle 10,30, i 20 milioni di contribuenti che dichiarano i propri redditi con il 730 possono scaricare il modello precompilato dall’agenzia delle Entrate.
Si alza, quindi, il sipario sulla più importante novità fiscale dell’anno che – in teoria – promette di semplificare la vita ai contribuenti. Il primo banco di prova è immediato: quanto sia davvero semplice scaricare la dichiarazione lo testerà chi, oggi, proverà ad accedere alla propria dichiarazione collegandosi al sito dell’Agenzia attraverso le credenziali di Fisconline o Inps.
Ma quali sono i contribuenti coinvolti nella sperimentazione? Per quest’anno la precompilata riguarda i lavoratori dipendenti e pensionati che lo scorso anno hanno presentato il 730/2014 o Unico PF/Unico mini/2014 (pur avendo i requisiti per presentare il modello 730), e che quest’anno hanno ricevuto dal sostituto d’imposta la certificazione unica 2015 per i redditi di lavoro dipendente e assimilati e/o per i redditi di pensione percepiti nel 2014. In più, sono ammessi alla dichiarazione precompilata anche i produttori agricoli che nel 2013 hanno realizzato un volume d’affari non superiore a 7mila euro.
Niente precompilata, invece, per i contribuenti che nel 2014 hanno presentato dichiarazioni correttive nei termini o integrative, per le quali, al momento dell’elaborazione della precompilata, è ancora in corso l’attività di liquidazione automatizzata. Sono esclusi anche i contribuenti che hanno avuto una partita Iva attiva almeno per un giorno nel corso del 2014 (a eccezione, dei produttori agricoli in regime di esonero); i contribuenti deceduti alla data di elaborazione della precompilata; i minorenni e i contribuenti legalmente incapaci.
Per i 20 milioni di contribuenti per i quali l’Agenzia ha predisposto la precompilata da oggi è possibile accedere alla dichiarazione attraverso il sito realizzato ad hoc dalle Entrate (https://info730.agenziaentrate.gov.it). Ma la modalità fai-da-te non è l’unica opzione possibile: chi preferisce può, infatti, delegare un Caf o un commercialista a scaricare e trasmettere al suo posto la precompilata.
A questo proposito, da lunedì 13 i Caf hanno iniziato a trasmettere all’Agenzia le richieste di «scarico massimo» dei 730 per i quali hanno ricevuto delega dal contribuente. «In un giorno e mezzo – spiega Valeriano Canepari, coordinatore della Consulta Caf – abbiamo trasmesso richieste per 600mila dichiarazioni». E i numeri sono, ovviamente, destinati a salire perché se affidarsi a un Caf ha un costo, l’assistenza fiscale ha anche due vantaggi fondamentali: non doversi preoccupare della “macchinosa” procedura di registrazione al sito delle Entrate (obbligatoria per chi non ha ancora il codice Pin), e soprattutto scaricare sull’intermediario una serie di responsabilità (si veda l’articolo in basso).
Forse anche per correre ai ripari dai rischi legati alle responsabilità, alcuni Caf hanno iniziato a chiedere ai cittadini una pre-dichiarazione: in pratica, alcuni contribuenti sono stati invitati dal proprio centro di assistenza fiscale a compilare una dichiarazione 730 con modalità tradizionale. «Questi modelli – spiega Canepari – vengono “parcheggiati” e poi utilizzati dal Caf come riscontro, una volta scaricata la precompilata». Quello che Canepari definisce un “doppio giro” rappresenta, per il contribuente, un ulteriore adempimento. «Ma – ammette il coordinatore dei Caf – consente ai centri di portarsi avanti con il lavoro».
Che la precompilata spaventi gli operatori era immaginabile: quello che però i contribuenti non si aspettavano è di dover compilare un 730 per dare la possibilità al Caf di controllare che i dati inseriti dall’Agenzia siano corretti. In questo modo si rischia solo di “azzerare” la – se pur risicata – semplificazione introdotta con il nuovo modello 730 precompilato.

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