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Il 17 marzo sarà festa: tutti a casa 17 Marzo 4 Novembre

di Virginia Piccolillo

ROMA — Ignazio La Russa incrocia le dita e azzarda: «Il dado sarà tratto» . Salvo sorprese dell’ultima ora, la festa si farà. Il 17 marzo, giorno della proclamazione dell’Unità d’Italia, scuole e fabbriche saranno chiuse. E a chi andrà comunque a lavorare verrà pagata la giornata festiva. Oggi il Consiglio dei ministri darà il via a un provvedimento compensativo, che salva la celebrazione del 150 ° anniversario della nascita della nostra nazione, senza tradire le preoccupazioni della Confindustria sullo spreco di risorse. Solo per quest’anno, infatti, il 4 novembre, festa delle Forze Armate, tornerà ad essere una giornata ordinaria ai fini della paga e dei contributi. I fondi recuperati dalla soppressione degli effetti del semifestivo verranno utilizzati per finanziare la festa del 17 marzo. Il Quirinale attende, soddisfatto, il provvedimento che è esattamente ciò che il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, auspicava: una presa di posizione rapida e chiara. La soluzione è quella individuata dal ministro della Difesa, Ignazio La Russa, anticipata dal Corriere della Sera, che consente di andare incontro alle richieste di Confindustria, appoggiate dalla Lega, e allo stesso tempo di salvaguardare la festa del 2 giugno, che era stato ipotizzato di far slittare alla domenica successiva. Ma per la quale erano già partiti gli inviti a 69 capi di Stato stranieri convocati a rendere omaggio all’Unità d’Italia. Napolitano ieri ha caldeggiato quella celebrazione al presidente russo Dmitri Medvedev, che gli stava accanto: «Spero che il mio omologo russo trovi nell’agenda lo spazio necessario per esserci» . Ci tiene anche la Chiesa se è vero che il prossimo 17 marzo la festa nazionale sarà solennizzata da una messa presieduta dal presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnasco, nella basilica romana di Santa Maria degli Angeli. «Attraverso la preghiera» , sottolinea una nota della Cei, «i vescovi italiani intendono rilanciare l’auspicio espresso da Benedetto XVI affinché possa emergere una saggezza propositiva, che sia il risultato di un discernimento culturale ed etico, condizione costitutiva delle scelte politiche ed economiche» . «Dal nostro sorriso potete immaginare che le nostre, se non proprio certezze, siano speranze» , ha anticipato ieri La Russa a Sanremo dove si è tenuta una manifestazione che è sembrata quasi un’anteprima della festa del 17 marzo Con le frecce tricolori, le decorazioni floreali in bianco, rosso e verde, i fuochi artificiali tricolori e l’omaggio musicale. Il ministro della Gioventù, Giorgia Meloni, ha evidenziato: «Stiamo lavorando molto perché queste celebrazioni raggiungano i ragazzi. Il 17 marzo è una data da celebrare non per ricordarci chi siamo stati, ma per dire chi siamo oggi e dove vogliamo andare» . «È un paradosso — è intervenuto il segretario del Pd Pier Luigi Bersani criticando le divisioni nella maggioranza — che nell’anno che ha il minor numero di ponti degli ultimi tempi si metta in discussione la piena festività di un compleanno come quello del 17 marzo. Se l’Italia non riesce a ritrovarsi coralmente e convintamente intorno a una vera festa di compleanno, allora il segnale è brutto. Potrebbe essere un segnale, cioè, che indebolisce il Paese» .

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