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Ifrs, un vocabolario extra large

Tassonomia Ifrs in formato sempre più large in seguito alla recente emanazione di nuovi standard e alla Common practice analysis. Inoltre, per lo sviluppo del nuovo progetto relativo alla Industry practice analysis che introdurrà nel vocabolario nuovi concetti relativi a specifici settori. Sono le novità emerse la scorsa settimana a Londra durante il meeting semestrale tra lo Iasb e un gruppo di esperti in materia, chiamati a dare un giudizio e una revisione qualitativa sull’operato del team Xbrl.

Il forte incremento del numero dei concetti. Evidente il costante incremento del numero dei concetti presenti nella tassonomia Ifrs negli ultimi anni. Si è infatti passati dai circa 2.000 elementi nella versione 2010 ai 2.500 nel 2011 per balzare ai quasi 4.000 nella più recente versione del 2012. Il forte sviluppo, è nei fatti riconducibile a due fattori: il primo fa riferimento alla prolifica attività dello standard setter londinese nell’emanazione di nuovi principi, oltre che nella manutenzione di quelli esistenti, per via della recente crisi. Mentre il secondo è sostanzialmente dipeso dal progetto sulla Common practice analysis (concetti non presenti all’interno dei principi ma correntemente utilizzati dalle aziende) che ha contributo alla crescita della tassonomia 2012 mediante un incremento di circa 500 nuovi concetti.

 

L’industry practice project. Sin dallo scorso maggio lo Iasb ha dato vita alla nuova sperimentazione sull’Industry practice project, un progetto che ha l’arduo compito di implementare la tassonomia di elementi comuni a specifici settori di appartenenza. Seppur, infatti, siano stati per ora presi in considerazione solamente alcuni settori (il bancario, quello assicurativo, quello delle attività minerarie, quello petrolifero e quello del gas), l’idea è quella di iniziare ad aggiornare la tassonomia anche con concetti che siano comuni a specifiche attività. Ciò inoltre, avrebbe l’ulteriore vantaggio di ridurre il potenziale numero di estensioni (concetti al momento non presenti nella tassonomia) con conseguente miglioramento della fruibilità della tassonomia e della comparabilità fra i bilanci. Anche in tal caso il progetto, che prevede una sensibile crescita del numero dei concetti, ha l’arduo compito di svilupparsi su due differenti binari: quello del face financial, vale a dire i prospetti quantitativi di bilancio, e quello delle notes, ossia la parte relativa alla nota integrativa.

Gli step futuri. Il tavolo di lavoro semestrale tenutosi la scorsa settimana a Londra ha anche affrontato il tema delle attività che verranno condotte nei prossimi mesi oltre ai possibili potenziali movimenti in un orizzonte temporale più di medio termine.

Con riferimento al primo punto l’agenda dello Iasb sembrerebbe abbastanza piena: oltre al già citato sviluppo della Industry practice analysis che dovrebbe verosimilmente finalizzarsi nei primi mesi del 2013, lo Iasb focalizzerà le proprie risorse anche sull’aggiornamento delle traduzioni della tassonomia nelle varie lingue, nell’upgrade della stessa sulla base dei nuovi principi contabili che verranno emanati da qui ai prossimi mesi oltre che nella revisione del processo di approvazione annuale e infrannuale della tassonomia. Tra le prospettive più di medio termine, il meeting londinese ha invece discusso sulle possibili evoluzioni della tassonomia.

Seppur, al momento, l’attuale vocabolario inglobi solamente concetti derivanti dai principi contabili oltre che dalla common practice, investitori, regulators e, in generale, i principali utilizzatori del bilancio sembrerebbero sponsorizzare una tassonomia che vada oltre i singoli elementi bilancistici inglobando concetti, seppur non strettamente contabili, altrettanto importanti per i «decision maker». La tassonomia Ifrs dunque potrebbe potenzialmente assestare il proprio tiro inglobando non solo i tipici elementi sopra descritti ma, potenzialmente, anche elementi direttamente legati o derivanti dagli stessi seppur «esterni» rispetto al bilancio d’esercizio. Durante il meeting della scorsa settimana si è proposto di seguire come linea guida la «relazione sulla gestione» redatta dagli amministratori e, dalla stessa, estrapolare nuovi concetti non strettamente bilancistici.

A questo punto sarà importante vedere quali saranno le prossime mosse da parte dello standard setter londinese e se, effettivamente, potrà essere verosimile uno scenario come quello appena descritto: ciò implicherebbe, senza dubbio, un’ulteriore rivoluzione al livello tassonomico oltre che un livello di maturazione tale da pensare alla definitiva consacrazione della tassonomia Ifrs.

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