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Ifis si rifà il look, nuovo marchio e spinta sul digitale

Banca Ifis rinnova il brand, per raffigurare la vicinanza alle pmi che intende servire accanto al business tradizionale degli npl , e per la prima volta una banca italiana si dota di una «sonic brand identity» per dare più forza al marchio e all’immagine dell’istituto controllato dalla famiglia Fürstenberg e ora, dopo 37 anni dalla fondazione, alla seconda generazione.

Il nuovo brand dell’istituto veneziano è stato presentato ieri in una giornata di lavori online dal vicepresidente, Ernesto Fürstenberg Fassio, e dal ceo, Luciano Colombini che ha coinvolto i 1.800 dipendenti del gruppo, per il 90% ancora in smart working. È anche uno dei primi eventi organizzati da un istituto dopo l’emergenza Covid-19, e per questo ieri Fürstenberg Fassio — figlio del fondatore Sebastien Egon — ha parlato di «giorno speciale per tutta la banca. Anche di fronte all’emergenza da Covid-19 non ci siamo fermati». Di «brand forte, riconoscibile e innovativo» ha parlato Colombini: per la parte musicale Ifis si è avvalsa anche di neuroscienziati per individuare il suono migliore sul modello delle «sigle» che identificano marchi come Intel o McDonalds e che, nelle intenzioni di Ifis, deve consentire agli imprenditori, cui verranno proposti prodotti nuovi con una spinta maggiore sul digitale, di riconoscere subito la banca.

C’è l’esigenza di ripartire dopo la pandemia. «Le prospettive per quest’anno sono sospese a causa del Covid e non potrebbe essere altrimenti», ha detto Colombini. «Ad agosto daremo dei nuovi dati, ma il patrimonio tiene e anche se non avremo i risultati previsti, a fine anno avremo un utile visibile». «Siamo tra le banche migliori per patrimonializzazione in Italia», ha rivendicato Fürstenberg Fassio, con un indice cet1 sopra l’11%». Circa il business storico di Ifis, i crediti deteriorati, secondo Colombini «il settore è rimasto molto dinamico e non c’è stato il drammatico calo dei prezzi che si poteva tenere. Abbiamo avuto dei problemi con gli npl perché almeno il 50% dei nostri clienti ha chiuso e hanno chiuso anche i tribunali. Riteniamo però che non avremo problemi a centrare l’obiettivo di acquisti di portafogli 2020 per 3 miliardi nominali. In generale però notiamo una ripresa che sarà lenta».

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