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«Iccrea esce da Satispay, non dal fintech Più investimenti nei pagamenti digitali»

Iccrea esce dal capitale di Satispay ma non abbandona il fintech. L’operazione, anzi, ha l’obiettivo di fare cassa per rafforzarsi nel mondo dei pagamenti digitali, uno dei settori nel quale il gruppo di credito cooperativo intende far crescere la quota dei ricavi. La cessione conclusa nei giorni scorsi con alcuni fondi e operatori del settore, come il colosso cinese Tencent, ha visto il gruppo bancario cedere il 13 per cento di capitale, a fronte di un incasso di 20 milioni e una plusvalenza di 10 milioni.

«Il gruppo Iccrea è l’unico operatore italiano dopo Sia che possiede un proprio circuito di carte di debito (CartaBcc, ndr), dunque opera nell’issuing, e possiede un circuito di acquiring per i Pos.– spiega Mauro Pastore, dg del gruppo Iccrea – Vogliamo crescere nel settore e adottare la tecnologia necessaria per essere al passo con il mercato e, in futuro, se vogliamo fare partnership, essere pronti per collegare le nostre infrastrutture a quelle di soggetti terzi. Per questo il piano industriale al 2023 prevede circa 100 milioni di investimenti. Una parte di questi finanziamenti deriveranno dalla plusvalenza sulla cessione della quota in Satispay».

A fine settembre Iccrea banca aveva in circolazione 3,5 milioni di carte tra credito, debito e prepagate: il piano prevede una crescita costante fino a arrivare a 4,4 milioni nel 2023. Per quanto riguarda i Pos, dunque gli esercizi convenzionati, a fine settembre erano 138 mila e l’obiettivo a fine piano è di raggiungere quota 206 mila.

«Gli investimenti serviranno per metterci al passo anche con la digitalizzazione per fornire servizi di pagamento con carte dematerializzate e sostituire i Pos tradizionali con sistemi innovativi, come ad esempio l’utilizzo degli smartphone – continua Pastore -. Siamo ovviamente interessati alle opportunità del piano Cashless lanciato dal governo: abbiamo partecipato a tutti i tavoli, abbiamo adeguato le nostre infrastrutture e ci siamo resi disponibili per portare a zero le commissioni per le operazioni sotto i 5 euro».

L’uscita dal capitale di Satispay non significa, in ogni caso, la fine di un connubio di successo. «Siamo usciti dal capitale, ma tutti i rapporti commerciali restano in essere – chiosa il manager-. Satispay è l’esempio classico di come un gruppo come il nostro faccia crescere ciò che è piccolo: la fintech fu scoperta da una Bcc del cuneese che l’ha sostenuta, poi Iccrea è entrata nel capitale: ora la sua diffusione in Europea e l’aumento delle dimensioni dei piani di investimento rendono la nostra presenza non più necessaria. I cinesi di Tencent? Penso che siano interessati allo sviluppo in Europa e agli accordi e le sinergie che possono fare con le loro piattaforme di e-commerce».

L’accelerazione nel settore dei pagamenti rientra in una strategia più ampia di Iccrea per aumentare l’incidenza dei ricavi da servizi, oggi pari a circa il 30 per cento, rispetto al fatturato complessivo: e questo puntando su partnership assicurative, con fabbriche di prodotto come il risparmio gestito, credito al consumo e la cessione del quinto dello stipendio.

Entro marzo il gruppo varerà il nuovo piano industriale, dopo la fase di stop and go vissuta nel corso del 2020 a causa della pandemia. Frattanto, dal 17 agosto, è in corso l’asset quality review da parte della Bce, il primo sul nuovo modello di gruppo di credito cooperativo. «Siamo ancora nel mezzo della revisione – dice il direttore generale – del resto la modalità remota e digitale a causa della pandemia è impegnativa. La previsione è che l’esame si concluda a fine febbraio».

Nei giorni scorsi la capogruppo ha esercitato le funzioni di controllo e di intervento che le sono attribuite dal patto sottoscritto dalle Bcc aderenti al gruppo e basato sulle garanzie incrociate: è stato sostituito il board di Cerea Banca, nel veronese, perché la banca tardava a dare esecuzione ad alcune prescrizioni su problematiche che potevano avere ripercussioni patrimoniali. L’assemblea della Bcc, in ogni caso, ad aprile potrà procedere a rinominare un nuovo cda.

Sempre ieri il gruppo bancario ha annunciato una cartolarizzazione di Npl assistita da Gacs per 2,4 miliardi. Con l’operazione viene varata la prima Real estate owned company per la gestione e la vendita degli immobili posti a garanzia dei prestiti.

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