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Icbpi tratta l’ingresso in Bassilichi

L’Istituto centrale delle banche popolari (Icbpi) tratta l’ingresso in Bassilichi, operatore fiorentino nel business process outsourcing su tre aree (monetica e sicurezza oltre a back office).
Secondo indiscrezioni Icbpi, uno dei leader italiani dei servizi finanziari passata di mano lo scorso anno e oggi posseduta dai private equity, si sarebbe fatta avanti per acquisire la società toscana che fa capo, dal punto di vista operativo, alla famiglia Bassilichi: il presidente Marco che detiene il 23,50% dell’azionariato insieme al fratello Leonardo. Ma oggi uno degli azionisti maggiori è Mps (con l’11,74 diretto%) e gli altri soci sono Mp Venture (con il 19%), la Finanziaria senese di sviluppo (con il 12,84%), Sici Sgr Fondo Centro Invest (con il 5%), Sici Sgr Fondo Toscana Venture (11,29%), la Banca Popolare dell’Emilia (con l’8,87%). Un altro 4%circa è infine costituito da azioni proprie. Ad uscire dalla compagine potrebbero essere proprio i soci finanziari e Mps.
Gli azionisti di Bassilichi hanno avviato da tempo un percorso di avvicinamento alla Borsa (tramite Elite), un approdo che potrebbe facilitare l’uscita dei soci finanziari. Ma Icbpi avrebbe avviato delle discussioni per fornire un’alternativa alla Borsa.
La trattativa guarderebbe ai numeri del piano industriale 2015-2018: con ricavi che passeranno da 280 milioni nel 2015 a 363 milioni nel 2018 e l’Ebitda previsionale che passerà da 25,3 milioni (nel 2015) a 47,6 milioni (nel 2018). Bassilichi oggi ha in portafoglio oltre 448 clienti, tra cui grandi banche (Intesa, Unicredit, Mps, Bnl e Bper), e poi Autostrade, Iren, Arval, GE, Ibm, Shell, Coin, Euronics e Pam.
Inoltre le relazioni tra Mps e Bassilichi sono molto forti: tanto che nel 2014 Banca Monte dei Paschi di Siena ha ceduto le sue attività di back office alla joint venture Fruendo, creata ad hoc proprio da Bassilichi (60%) e Accenture (40%).
Icbpi è passata invece di mano lo scorso anno, ceduta dalle banche Popolari. I private equity Advent International, Bain Capital e Clessidra hanno comprato l’Istituto Centrale delle Banche Popolari Italiane, per un corrispettivo di oltre 2 miliardi di euro. Icbpi è attivo nel mercato italiano dei servizi finanziari con una solida posizione competitiva nel settore dei servizi di monetica e pagamento (Issuing, Acquiring e Pos). Icbpi, con sede a Milano, ha più di 1.900 dipendenti e opera anche attraverso marchi consolidati come CartaSì.
Nel 2014, Icbpi ha generato un fatturato di 670 milioni di euro, un Ebitda di 195 milioni e un utile netto di 95 milioni. I soci venditori di Icbpi hanno mantenuto una quota della società pari a circa l’8% dopo l’acquisizione.
Da notare che gli azionisti di Icbpi, in particolareAdvent e Bain Capital, hanno una lunga esperienza a livello globale nel settore dei pagamenti. In precedenza hanno completato oltre 20 investimenti, tra cui Nets, società scandinava leader nel settore dei pagamenti, e nei servizi informativi e legati all’identità digitale, e Worldpay, una società che opera nel settore della gestione delle carte di credito e di debito, acquisita da Royal Bank of Scotland.

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