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Ibrido da 800 milioni per Poste Ordini record a 3 miliardi

Poste Italiane debutta nel mercato dei bond ibridi e colloca un’obbligazione perpetua con una call per il rimborso a 8 anni, per un controvalore di 800 milioni e a fronte di ordini per 3 miliardi. È la seconda operazione sul mercato obbligazionario del gruppo guidato da Matteo Del Fante dopo anni di assenza; il precedente era stato nel dicembre 2020 quando era stato collocato con successo un bond senior da 1 miliardo di euro. La scelta di esplorare il mercato degli ibridi, che in realtà hanno un costo in termini di rendimento superiore alle obbligazioni senior, può destare sorpresa perchè questi strumenti sono utilizzati dalle aziende che hanno anche necessità di un rafforzamento patrimoniale. E in realtà questo tipo di esigenza è presente anche in Poste Italiane: in particolare per il Bancoposta e per Poste Vita. Il management della capogruppo in verità stava monitorando il mercato degli ibridi, bond considerati perpetui ma con call per il rimborso anticipato in genere a partire da 5 anni, già dallo scorso anno, anche perché negli ultimi tempi ha ricominciato a mostrare una certa dinamicità. Si è deciso di aspettare, però, e nel frattempo è stato presentato il piano industriale, a inizio anno, in cui sono state fornite tutte le guidance e l’andamento del gruppo. È stata in quel contesto chiarita la necessità di un nuovo rafforzamento patrimoniale del Bancoposta, in virtù del fatto che tra fine 2018 e il 2020 la raccolta sui conti correnti è aumentata di circa 10 miliardi, passando da 58,8 a 67.5 miliardi nel 2020. Un fenomeno trainato dalla cautela degli italiani che hanno preferito tenere la liquidità sul conto ma anche di una maggiore fiducia verso le Poste.

Tutto questo ha reso necessario un rafforzamento patrimoniale del già solido Bancoposta, la cui provvista viene utilizzata in linea di massima per acquistare titoli di Stato. Ma anche per Poste Vita è stata valutata l’opportunità di un rafforzamento patrimoniale, anche se la società è solida con un coefficiente di solvibilità ( ratio Solvency II) del 300% alla fine del primo trimestre.

La raccolta del bond ibrido verrà utilizzata in parte per rafforzare il Bancoposta e in parte Poste Vita. Come è noto questi bond ibridi sono considerati dal punto di vista contabile 100% equity e per le agenzia di rating al 50 per cento. Il rendimento riconosciuto, a fronte di un tasso iniziale del 3%, è stato pari al 2,625%: più elevato rispetto ai bond senior, ma comunque contenuto se si tiene conto del fatto le che azioni di Poste danno un rendimento in termini di dividend yield del 4-5 per cento.

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