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Iata: «Allarme quarantena sulla ripresa»

L’estate è alle porte, ma ancora non è chiaro come torneremo a viaggiare. Lo scenario migliore per chi sceglierà la modalità aerea prevede di sottoporsi ai test anti-Covid sia all’arrivo sia alla partenza, nonostante il vaccino. Si spera nell’abbandono delle misure più restrittive, come la quarantena che Germania e Francia hanno reintrodotto per chi arriva dal Regno Unito a causa della nuova variante indiana. Tuttavia, secondo i modelli messi a punto da Boeing e da Airbus tali misure sono costose per il settore e per l’economia in genere e possono essere sostituite dallo screening e dal testing, ugualmente efficaci dal punto di vista scientifico.

In una conferenza online, il presidente della IATA, Willie Walsh si è detto ottimista sulla ripresa del traffico aereo nella seconda metà dell’anno («c’è voglia di tornare a viaggiare»), ma ha esortato i governi alla vigilia del summit del G7 «a prendere decisioni basate sui dati nella gestione dei rischi COVID-19 quando si tratterà di riaprire le frontiere. Esistono strategie senza quarantena che possono garantire bassi rischi di importazione del virus nel paese di destinazione». Queste strategie sono legate all’utilizzo dei test molecolari e antigenici sia alla partenza sia all’arrivo, come dimostrato dai modelli di Airbus e Boeing, ma sono «estremamente costosi» per i passeggeri tanto da influire sulla decisione del viaggio. «I test anti-Covid sono una soluzione alternativa alla quarantena – ha aggiunto Walch – ma sono estremamente costosi. Per questo chiediamo ai governi di supportare tale costi e di mettere a disposizione un test low cost».

Sul fronte delle vaccinazioni non tutti i paesi sono sullo stesso livello: «Il vaccino protegge l’individuo, soltanto quando l’intera popolazione sarà immunizzata non ci saranno rischi», ha spiegato l’epidemiologo David L. Heymann della London School of Hygiene and Tropical Medicine. In Europa, si prevede che l’immunità nella popolazione adulta si raggiungerà in autunno.

Dopo quasi un anno messo dall’inizio della pandemia, il settore del trasporto aereo si è adattato a convivere con il virus puntando sulla sicurezza in aeroporto e in volo dalla sanificazione, al social distancing, alle mascherine, alla pulizia a bordo, ai filtri Hepa per l’aria condizionata. I risultati sono incoraggianti: su 365.895 passeggeri arrivati nel Regno Unito tra febbraio e maggio, soltanto il 2,2% è risultato positivo al test Covid. «Nonostante questa bassa incidenza, tutti i passeggeri sono stati costretti a sottoporsi a 10 giorni di quarantena», ha sottolineato Walsh. «Qualsiasi soluzione che aiuti alla ripresa del traffico aereo è benvenuta» come l’European travel pass che Walsh auspica possa servire «per adottare standard comuni a tutti a paesi e superare le singole regolamentazioni che creano confusione nei passeggeri».

Una confusione che rischia di pesare sulle previsioni di traffico della stagione estiva: secondo le stime di Eurocontrol, agenzia europea per il trasporto aereo, lo scenario peggiore prevede una ripresa del traffico al 50% rispetto ai livelli pre-Covid le previsioni per il 2021. Variante indiana e vaccini sono le varianti della stagione estiva che se ben gestite possono aiutare la ripresa del traffico aereo.

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