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«Iag non farà offerte per Alitalia, la scommessa è su Norwegian»

Alitalia no, Norwegian sì, Air Italy forse. Willie Walsh indica gli obiettivi di Iag, uno dei tre grandi del trasporto aereo in Europa, la casa madre di British Airways, Iberia, Vueling e Aer Lingus.
A margine dell’assemblea Iata svoltasi a Sydney la scorsa settimana, il manager irlandese, a suo agio in Inghilterra, tra l’altro è tifoso del Liverpool, conferma a Il Sole 24 Ore che il gruppo ha la miglior salute finanziaria tra i grandi. Nel primo trimestre 2018 Iag ha incrementato del 75% l’utile operativo prima delle voci straordinarie a 280 milioni di euro, i ricavi sono aumentati del 2,1% a 5,02 miliardi. Il primo trimestre è di solito una stagione negativa per le aerolinee.
«Tutte le compagnie del nostro gruppo hanno dato risultati positivi. Nel secondo trimestre ci aspettiamo un aumento del prezzo del carburante, è già cominciato in aprile, ma non abbiamo modificato la nostra guidance. Non abbiamo soverchie preoccupazioni. Siamo coperti per il 72% del fabbisogno di carburante per 12 mesi. Le condizioni dell’economia sono positive, la domanda è buona. Quando daremo i risultati del secondo trimestre aggiorneremo il mercato», dice Walsh. Se il petrolio dovesse mantenersi sui prezzi attuali, l’impatto maggiore si farebbe sentire sul 2019. La copertura sugli acquisti di carburante è triennale, con un andamento decrescente: «Si parte intorno all’80% e si scende fino al 10% per il 36mo mese», spiega Walsh.
Il principale azionista di Iag è Qatar Airways, ha il 20% del capitale. «È il primo azionista, il secondo è intorno al 10 per cento. Qatar – dice Walsh – è un azionista che non influenza le nostre decisioni. Non è presente nel board. Li trattiamo come normali azionisti. Abbiamo buone relazioni». Qatar Airways ha anche acquisito il 49% di Air Italy, l’ex Meridiana. Secondo Walsh questa mossa «non influenza le scelte di Iag» in Italia. Walsh esclude che si profili un’alleanza tra il gruppo Iag e Air Italy. Tuttavia qualcosa si muove. «Stiamo guardando a un potenziale accordo commerciale di code sharing tra Air Italy e Vueling in Italia», dice. Ad Iag «non interessa Alitalia», Walsh lo ha già puntualizzato più volte.
Walsh conferma l’interesse di Iag a comprare Norwegian Air, che ha lanciato i voli low cost transatlantici. «Abbiamo il 4,6% di Norwegian, come annunciato in aprile. Abbiamo espresso interesse a questa compagnia perché il modello è buono e affidabile. Certo, da allora il prezzo del carburante è salito. È un approccio amichevole, ma non è sicuro che andremo avanti. Procederemo solo se c’è la garanzia che siamo benvenuti». Il vertice di Norwegian però non ha dato il benvenuto a Iag. Ai prezzi attuali di Borsa – spiega Walsh- Norwegian vale circa 1,3 miliardi di dollari, Iag sui 18 miliardi. Norwegian è cara? «Non posso commentare». Anche Iag fa voli low cost di lungo raggio, con Level, da Barcellona e Parigi, verso Nord e Sud America. «L’attività di Level è cominciata il primo giugno 2017. Nel primo anno, se si escludono i costi di start up, i risultati finanziari di Level sono positivi, siamo soddisfatti. Norwegian invece non ha fatto profitti». Walsh fa notare che «Level usa gli A330-200. Norwegian utilizza i B787 che consumano meno carburante ma hanno un costo di acquisto più elevato. Ai prezzi attuali del petrolio nel complesso gli A330 rimangono più convenienti». Potrebbe aprirsi una battaglia con altre compagnie per il controllo di Norwegian? «Nessuno ha espresso interesse», precisa Walsh: «Ryanair ha detto no, easyJet ha detto no, Air France-Klm ha detto no».
Lufthansa però non si svela. Alla domanda se abbia interesse a Norwegian, l’ad di Lufthansa, Carsten Spohr, poco distante, sorride sornione: «Tutti parlano con tutti». L’obiettivo di Spohr rimane Alitalia. Ma da Roma non arrivano segnali di apertura per la cessione. E Alitalia continua a perdere soldi. «Blue Panorama cresce, Lufthansa cresce, Air Italy cresce…», sospira il manager tedesco che ama l’Italia.

Gianni Dragoni

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