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I voti dalla banca

Dalle prossime settimane l’imprenditore che richiederà finanziamenti legati all’acquisto di macchinari (cosiddetta Sabatini-bis) e vorrà richiedere la garanzia del «fondo statale Pmi» sarà valutato direttamente dalla banca o dall’intermediario finanziario e non più dal Mediocredito centrale.

In sostanza, l’impresa, in sede di presentazione dell’istanza di agevolazione «beni strumentali» alla banca o all’intermediario finanziario, potrà chiedere alle stesse di valutare la possibilità di attivare, in presenza dei requisiti oggettivi e soggettivi, la garanzia del fondo in relazione al finanziamento richiesto. Questo lo prevede un decreto dello sviluppo economico (di cui ItaliaOggi anticipa i contenuti) di prossima emanazione che darà attuazione all’articolo 2, comma 6, decreto legge 21 giugno 2013 n. 98 convertito nella legge 9 agosto 2013 n. 69 (cosiddetto decreto del fare a sua volta modificato dal decreto competitività) che con riferimento ai finanziamenti della nuova Sabatini-bis stabilisce che la valutazione del merito creditizio ai fini dell’accesso alla garanzia del fondo sarà demandata alla banca o all’intermediario finanziario, in deroga alle vigenti disposizioni di garanzia. Nel rispetto di limiti massimi di rischiosità dell’impresa finanziata, misurati in termini di probabilità di inadempimento, che saranno definiti nel medesimo decreto. Lo stesso decreto ministeriale stabilirà le condizioni e i termini per l’estensione della predetta modalità di accesso alla generale operatività del fondo di garanzia. Alla luce di tale innovazione, il fondo evolverà, dunque, verso un sistema in cui la procedura ordinaria di accesso alla garanzia sarà basata sulla valutazione del merito creditizio effettuata dal soggetto finanziatore (se trattasi di soggetti che dispongono di un «sistema interno di rating» validato dalla Banca d’Italia) o da soggetti esterni abilitati che sostituirà, tendenzialmente, l’attuale credit scoring effettuato dal gestore. Le misure massime della copertura del fondo saranno articolate in funzione del valore della probabilità di inadempimento dell’impresa e della durata e forma tecnica dell’operazione finanziaria da garantire. Ricordiamo che il decreto del fare ha previsto una serie di misure volte al potenziamento dell’efficacia degli interventi del fondo, attuate con successivo decreto ministeriale 27dicembre 2013. La principale misura è rappresentata dall’adeguamento dei criteri di valutazione economico-finanziaria delle imprese in funzione dell’andamento del ciclo economico, al fine di consentire l’accesso alla garanzia pubblica anche in favore di quelle imprese che, pur alle prese con contingenti e inevitabili difficoltà, restano comunque sane e con reali prospettive di sviluppo. Dalle analisi effettuate dal ministero dello sviluppo economico, tale operazione ha, di fatto, raddoppiato la platea di imprese potenzialmente beneficiarie della garanzia del fondo. Le altre misure contenute nel decreto del fare riguardano l’obbligo per i richiedenti di indicare, in sede di domanda, le condizioni applicate al finanziamento «con »e «senza» la garanzia del fondo, al fine di dare maggiore evidenza del vantaggio generato dalla garanzia pubblica in favore delle Pmi beneficiarie e il rilascio della garanzia del fondo solo ed esclusivamente in relazione a operazioni finanziarie non ancora deliberate dal soggetto finanziatore.

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