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I trust diventano trasparenti

Trust trasparenti. Le informazioni relative all’identità di fondatore del trust, del trustee, del guardiano se esistente, dei beneficiari o della classe di beneficiari e di quelli che esercitano il controllo effettivo sul trust dovranno essere conservati dal trustee ma soprattutto resi disponibili all’autorità finanziaria che ne faccia richiesta.

Non solo, i trust, produttivi di effetti giuridici rilevanti ai fini fiscali, dovranno essere registrati in una nuova sezione del registro imprese e le informazioni completamente accessibili. Arriva inoltre un nuovo meccanismo sanzionatorio per le violazioni sull’antiriciclaggio.

Sono queste le novità contenute dalla legge comunitaria per il 2015 esaminata in via definitiva dal preconsiglio dei ministri e che ItaliaOggi è in grado di anticipare.

L’articolo 14 della legge di delegazione europea recepisce la direttiva Ue 849/2015 sulle nuove misure di tutela dei fenomeni di riciclaggio e terrorismo.

L’obiettivo delle misure sull’antiriciclaggio per i trust è quello di una maggiore trasparenza delle persone giuridiche per «contrastare fenomeni di riciclaggio», si legge nel testo della legge, «e finanziamento del terrorismo commessi o comunque agevolati ricorrendo strumentalmente alla costituzione ovvero all’utilizzo di società, amministrazioni fiduciarie, di altri istituti affini o di atti e negozi giuridici idonei a costituire autonomi centri di imputazione giuridica».

In questo modo, all’atto istitutivo, le persone giuridiche e gli analoghi soggetti dovranno conservare le informazioni adeguate sulla propria titolarità effettiva. Inoltre nell’atto costitutivo dovranno essere previste delle sanzioni a carico degli organi sociali per l’inosservanza dell’obbligo di trasparenza.

Le maggiori informazioni richieste al trustee di trust espressi riguardano, in prima battuta, la sua attività e quindi la dichiarazione di agire in tale veste se dovesse venire in contatto con i soggetti destinatari degli obblighi di adeguata verifica della clientela. Successivamente di ottenere e conservare come trustee le informazioni sul trust che seguono. Informazioni capillari, accurate e aggiornate su identità del fondatore, del guardiano, dei beneficiari e delle altre persone fisiche che esercitano il controllo effettivo sul trust.

I dati raccolti dovranno essere messi a disposizione dell’autorità finanziaria. Inoltre sono previsti adeguati requisiti di professionalità e onorabilità per i prestatori di servizi relativi a società o trust che non siano già assoggettati agli obblighi antiriciclaggio.

Sul fronte sanzioni è ridisegnato il quadro della punizione, recependo i risultati del tavolo di lavoro, dei mesi scorsi, presieduto dal sottosegretario al ministero dell’economia Enrico Zanetti con gli operatori e i professionisti.

Le fattispecie incriminatrici saranno limitate alle sole condotte di grave violazione degli obblighi di adeguata verifica e conservazione dei documenti, che siano animate da frode o falsificazioni. In questi casi, ritenuti i più gravi, le sanzioni potranno andare fino a 3 anni di reclusione e 30 mila euro di multa.

Le sanzioni amministrative, invece, dovranno essere graduate tenendo conto della natura, della persona fisica, delle dimensioni dei soggetti obbligati e dei casi in cui si tratti di enti creditizi e altri soggetti obbligati.

Nel caso si tratti di persone giuridiche la punibilità dovrà essere applicata ai membri di gestione o ai titolari di poteri di amministrazione, direzione e controllo

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