Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

I tribunali delle imprese quadruplicano i ticket

di Andrea Maria Candidi

Costano molto di più di un tribunale "normale", diventano anche giudici della class action e hanno novanta giorni di tempo per fare il rodaggio. Sono i dodici tribunali delle imprese a cui è assegnato l'onere di affrontare le cause che coinvolgono le società per azioni e in accomandita per azioni. Non solo quelle del proprio distretto, ma anche quelle delle aree limitrofe, perché la competenza territoriale è molto più ampia di quella di un tribunale ordinario (il rapporto, tanto per avere la misura, è di 12 sedi che dovranno svolgere il lavoro fin qui assicurato da 164 uffici).

Inseriti nel decreto legge sulle liberalizzazioni, i tribunali delle imprese aspettano comunque il battesimo definitivo del Parlamento, che deve convertire il testo varato dal governo Monti e pubblicato martedì scorso sulla Gazzetta Ufficiale. Molti i nodi che Camera e Senato dovranno affrontare e non è possibile escludere che alcuni di questi siano legati proprio ai tribunali delle imprese. Soprattutto sul fronte degli oneri. Costerà infatti molto caro il giudizio specializzato: quattro volte quello che si è finora pagato per l'iter ordinario.

Un salasso? Forse sì, forse no. La variabile, in questi casi, non è solo quella della posta in gioco, perché un'importanza non indifferente può essere attribuita al fattore tempo. È dunque possibile che nelle vicende societarie tanto prima si riesca a chiudere la partita, tanto meglio sia per tutti, costi quel che costi. E l'obiettivo dei giudici specializzati è proprio questo: tagliare i tempi. Ma non sarà sempre così e l'aumento della tassa avrà il suo peso.

L'importo minimo (per le controversie di valore fino a 1.100 euro) passa da 37 a 148 euro, mentre quello massimo (per le cause oltre 520mila euro) balza da quota 1.466 a 5.864 euro. Il maggior gettito derivante dall'aumento del ticket d'accesso alla giustizia è assegnato al fondo istituito da una delle manovre estive (il decreto legge 98/2011 sulla stabilizzazione dei conti pubblici) per la realizzazione di interventi urgenti in materia di giustizia civile, amministrativa e tributaria. Insomma, i maggiori oneri oggi richiesti sono destinati a finanziare proprio l'ottimizzazione del funzionamento della macchina giudiziaria nel suo complesso.

Comunque sia, le dodici sezioni specializzate per le cause in materia di marchi e brevetti, promosse giudici delle imprese, costituiranno l'avanguardia della giustizia italiana. A loro è affidato il compito di affinare la capacità di affrontare e risolvere questioni spinose che possono incidere sul funzionamento delle imprese, sulla loro sopravvivenza e di fatto sulla tenuta dell'intero tessuto economico e produttivo del Paese.

Di certo, le nuove competenze acquisite porranno il problema dell'organizzazione interna nei tribunali. Il decreto sulle liberalizzazioni non mette a disposizione neanche un centesimo sull'operazione, salvo appunto il maggior gettito dall'aumento del contributo unificato, e precisa che spetta all'amministrazione provvedere allo svolgimento delle relative attività. Dunque, in primo luogo al ministero della Giustizia, ma è più che probabile che un ruolo fondamentale lo giocheranno i capi degli uffici, vale a dire i presidenti dei tribunali coinvolti. Anche se le nuove competenze si allargano ad alcune controversie che riguardano le sole società per azioni e in accomandita per azioni (oltre a quelle delle altre tipologie purché facenti parte di gruppi a queste collegate), un po' di lavoro in più arriverà. Dunque non si dovrebbe assistere a interventi di grande entità sugli organici, ma lo spostamento di qualche magistrato da una sezione all'altra sembra sia da aspettarselo.

La sensazione, poi, è che questo sia solo un primo passo e che il governo coltivi la speranza di poter intervenire di nuovo, qualora le risorse dovessero mai trovarsi, per ampliare ulteriormente la competenza ad altre tipologie di cause. Ora, infatti, a parte le "vecchie" questioni sulla proprietà industriale e intellettuale, i giudici dell'economia dovranno occuparsi, per esempio, di liti tra soci, di patti parasociali, di impugnazione di delibere assembleari. E sul versante della competenza, altra novità di rilievo è l'attribuzione al tribunale delle imprese anche delle class action. E considerato il fallimento del modello italiano – di azioni collettive che abbiano superato il vaglio di ammissibilità non v'è ancora traccia – la cosa non dovrebbe spaventare troppo i capi degli uffici giudiziari. Altra novità è che il Dl liberalizzazioni ha di fatto "promosso" giudice della class action il Tribunale di Catania (finora solo sede di sezione specializzata marchi e brevetti).

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Sono sessantasei i fascicoli di polizze infortuni in favore dei dirigenti di cui si sono perse le tr...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

«Questo shock senza precedenti potrebbe causare qualche vittima tra le banche». Un Ignazio Visco i...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

«Non sarà possibile avere il Recovery Fund in funzione dal primo gennaio 2021 e anche il Bilancio ...

Oggi sulla stampa