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I titoli della galassia sull’ottovolante

La notizia dell’arresto dei Ligresti e degli ex amministratori di Fondiaria Sai arriva poco dopo l’apertura degli scambi a Piazza Affari. La prima reazione è negativa. Il titolo Fonsai sprofonda del 2,56% finendo sotto quota 1,34 euro. Meno marcato il calo della Milano Assicurazioni mentre le azioni della controllante Unipol, pur non brillando, restano sopra i livelli della chiusura precedente. Per buona parte della mattinata non ci sono scostamenti particolari per i tre titoli. Pochi minuti dopo le 12 tuttavia arriva una brusca inversione di rotta. I tre titoli iniziano a salire fino a toccare un massimo di giornata (a 1,465 euro nel caso di Fonsai) intorno alle 13, al giro di boa di metà seduta. Un rally che prosegue con volumi sostenuti soprattutto nel caso di Fonsai (sono circa 13mila pezzi scambiati contro una media di 8mila registrata nelle ultime sedute) e che si mantiene fino alla chiusura. A fine seduta il titolo della compagnia assicurativa è il migliore del listino Ftse Mib con un rialzo del 4,6% a 1,432 euro per azione. Brillante anche la controllante Unipol (+3,64%) a 2,56 euro e Milano Assicurazioni che guadagna il 4,48% chiudendo a 47 centesimi.
Le ragioni del rally
Come si spiega questa reazione dei mercati? Ormai le società non sono più riferibili alla famiglia Ligresti che ha ceduto tutto a Unipol. E poi perché il rialzo dopo una notizia dall’impatto potenzialmente negativa per la società? Alcuni trader parlano di un possibile risarcimento agli azionisti, altri ribattono facendo notare che i tempi potrebbero essere lunghi. Un fattore scatenante univoco non c’è. Tuttavia, a sentire analisti e addetti ai lavori, sembra che un certo interesse sul titolo sia stato alimentato anche da un’email scritta da un analista di una Sim milanese. Una nota non ufficiale che Il Sole 24 Ore ha potuto visionare il cui oggetto è “Speculazione su un possibile obbligo di Opa sulle minoranze di FonSai da parte di Unipol e Mediobanca dopo l’arresto dei Ligresti”.
Nel testo si si accenna alla possibilità che, dopo l’arresto dei membri della famiglia di Paternò, l’esenzione dall’Opa garantita a Unipol possa essere revocata e che, di conseguenza, possa scattare l’obbligo di Opa a cascata sulle restanti azioni Fonsai ad un prezzo che viene indicato in 2,5 euro per azione (all’apertura di ieri il titolo Fonsai valeva 1,37 euro). Una lettura che più di un operatore ha definito “stravagante” anche perché gli arresti di ieri sono stati disposti dalla procura di Torino che indaga su falso in bilancio aggravato e manipolazione di mercato. Una vicenda in cui Mediobanca (che ieri ha perso l’1,37%) non c’entra nulla. Evidentemente gli arresti sono stati erroneamente collegati ad un’altre inchiesta in corso (quella della procura di Milano) che, tra le altre cose, vuole far luce sul presunto patto occulto (“papello”) tra i Ligresti e l’ad di Mediobanca Alberto Nagel a cui l’analista fa riferimento nella nota. Su un punto peraltro questa ricostruzione fa acqua e riguarda le azioni Unipol, che avrebbero dovuto essere penalizzate da una sime eventualità e che però hanno chiuso in netto rialzo.
«La spiegazione più probabile – commenta un analista – è che, in una giornata eccezionale come oggi (ieri ndr.), molti abbiano voluto prendere la palla al balzo per comprare in vista dell’appuntamento cruciale per le società: il via libera dell’Ivass alla fusione tra Unipol e Fonsai atteso entro fine mese».

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