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I timori delle Borse, Milano perde il 3%

I tassi negativi sono positivi per l’economia globale, sostiene Christine Lagarde, numero uno del Fondo monetario internazionale (Fmi), che loda le politiche espansionistiche della Bce e della banca centrale del Giappone. Ma la ripresa è «troppo lenta, troppo fragile, con i rischi alla sua tenuta che stanno aumentando», afferma la manager francese, chiedendo azioni più forti e riforme a favore della crescita. E sono proprio le sue parole a mandare a picco i mercati, perché in un quadro di grande incertezza, si aggiungono a una serie di dati macro poco brillanti — dalla frenata a sorpresa dell’industria tedesca al nuovo ribasso del prezzo del petrolio — che innervosiscono i mercati. A fine seduta lo Stoxx 600, un indice che rappresenta le maggiori società dell’eurozona, indietreggia dell’1,9%.

Milano, con un tonfo del 3%, è il peggior listino europeo, appesantito ancora una volta dai titoli bancari, con perdite particolarmente forti per il Banco popolare (-8,05%) e la promessa sposa Bpm (-6,56%). Crollano Ubi (-5,89%) e Bper, ma soffrono anche le big Intesa Sanpaolo (-4,3%) e Unicredit (-3%). Nel resto del Continente, Francoforte cede il 2,63%, mentre aumentano i dubbi degli investitori sui benefici di una fusione tra la Deutsche Börse e il London Stock Exchange; Madrid arretra del 2,44%; Parigi termina a -2,18%; Londra limita le perdite all’1,19%. A Wall Street, la chiusura del Dow Jones ha segnato una flessione dello 0,75% mentre il Nasdaq dello 0,98%. L’euro si rafforza sul dollaro, per le incertezza sulla politica monetaria della Federal Reserve, e ieri ha sforato quota 1,14.

Alla nuova debacle sui mercati ha contribuito la nuova discesa del petrolio, con le quotazioni del Brent tornate sotto i 38 dollari al barile e il prezzo del Wti che ha toccato un minimo di 35,24 dollari. In Germania gli ordini all’industria tedesca a febbraio hanno registrato la flessione maggiore degli ultimi sei mesi, rispetto ad attese per un segno leggermente positivo.

Luci e ombre gravano anche sul fronte italiano: l’Istat nella sua nota mensile sull’andamento dell’economia ha pronosticato una crescita «moderata» nel primo trimestre. L’economia italiana «continua a presentare alcuni elementi di incertezza dal lato delle spinte alla crescita dell’offerta di beni e servizi», mentre «dal lato della domanda si mantiene stabile la crescita dei consumi, accompagnata dalla lieve ripresa degli investimenti».

Giuliana Ferraino

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