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I terreni agricoli venduti a tutti

di Luigi Chiarello 

Anche lo stato, attraverso l'Agenzia del demanio, potrà vendere i terreni agricoli in suo possesso mediante trattativa privata. E potrà farlo a tutti, indistintamente. Non solo ai giovani, come inizialmente previsto. L'accordo diretto tra le parti potrà avvenire per i campi agricoli di valore inferiore a 400 mila euro.

Invece, per quelli di valore pari o superiore, la vendita avverrà attraverso aste pubbliche. In vendita, potranno anche finire i terreni agricoli in area protetta, cioè quelli dei parchi nazionali, regionali e delle oasi protette.

L'ampliamento dell'operazione di dismissione dei terreni agricoli è contenuta nell'ultima versione del maxiemendamento al ddl stabilità, per come già vagliato dalla Ragioneria dello stato. La compravendita sarà resa possibile dall'Agenzia del demanio, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore del ddl stabilità.

La norma è stata quasi interamente riscritta rispetto alla precedente versione, anticipata venerdì scorso da ItaliaOggi. La nuova bozza estende anche ai beni demaniali di proprietà dello stato centrale, la libertà di dismissione mediante trattativa privata, prevista nella prima versione per i soli terreni in portafoglio delle amministrazioni periferiche dello stato: regioni, province, comuni e enti pubblici. E il nuovo articolato, si diceva, non limita più l'acquisto dei terreni ai soli under 40 (come previsto nel primo schema di maxiemendamento), ma estende a tutti la possibilità di shopping. Riservando però, nelle procedure di alienazione, un diritto di prelazione ai giovani imprenditori agricoli (così come definiti ai sensi del decreto legislativo 21 aprile 2000, n. 185, e successive modificazioni).

Anche qui, la novità non è da poco. La precedente versione del maxiemendamento riconosceva solamente ai giovani imprenditori agricoli professionali (Iap) e ai giovani coltivatori diretti il diritto all'acquisto dei terreni agricoli pubblici. E indicava come prova del loro status l'iscrizione di costoro, già avvenuta o da realizzare a medio termine (entro 36 mesi), nelle rispettive gestioni previdenziali. Quindi, la norma prevedeva la possibilità di shopping anche per i giovani che subentrano alla guida dell'azienda agricola di famiglia.

Col nuovo testo, invece, tutto cambia: la bussola per riconoscere chi ha diritto alla prelazione è il dlgs 185/2000, che disciplina gli incentivi all'autoimprenditorialità in agricoltura. In sostanza, la corsia preferenziale nell'acquisto sarà percorribile solamente dagli agricoltori di età compresa tra i 18 e i 35 anni, che subentrino a un familiare nella conduzione dell'azienda agricola. Quindi, né la qualifica Iap né lo status di coltivatore diretto daranno vantaggi nell'acquisto.

Parchi e aree protette. C'è poi il nodo dei terreni che ricadono nelle aree nazionali e regionali, protette dalla legge quadro 394/1991. E cioè i parchi nazionali, i parchi naturali e le riserve naturali. Bene, anche questi terreni, secondo l'ultima versione del maxiemendamento, potranno essere oggetto di compravendita diretta. Ma per la messa in vendita, l'Agenzia del demanio dovrà prima incassare il via libera dei rispettivi enti gestori del parco.

La corsia privilegiata Ismea per gli enti locali. Il maxiemendamento riscrive anche la disposizione relativa alla dismissione dei terreni a vocazione agricola in possesso di regioni, province, comuni e, testualmente, di «tutte le altre amministrazioni ricadenti nell'ambito di applicazione del dl 165/2001». Nel caso l'acquirente sia Ismea (Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare), nella sua veste di ente fondiario nazionale, un nuovo codicillo dispone che le vendite potranno avvenire mediante trattativa privata, anche per i terreni che hanno un valore superiore ai 400 mila euro. In sostanza, se Ismea diventa protagonista della cessione dei campi agricoli, cessa l'obbligo di ricorrere alle aste pubbliche. Infine, una norma che può apparire scontata, ma scontata non è: tutti i soldi ricavati dalle operazioni di dismissione dei terreni agricoli del Demanio finiranno nel bilancio dello stato. Quindi, nulla rimarrà nelle casse dell'ente locale sul cui territorio quel terreno insiste.

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