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I tassi dei CTz al minimo storico

Il Tesoro fa il pieno di ordini con tassi ai minimi storici all’asta dei CTz, al primo collocamento dall’insediamento del governo Renzi. Sono stati piazzati 2,5 miliardi di titoli «zero coupon» con scadenza dicembre 2015 ad un rendimento dello 0,822% in deciso calo rispetto all’1,031% della precedente asta e, come accennato, ai minimi storici. La domanda è stata di circa 4,3 miliardi, pari a 1,72 volte l’offerta, leggermente inferiore rispetto alla precedente (1,78 volte). Numeri buoni che hanno avuto un effetto positivo sulle quotazioni dei nostri titoli di Stato: il rendimento del BTp a 10 anni, dopo una mattinata in rialzo, ha invertito la rotta per chiudere al 3,57%, sui livelli del 2006 con lo spread sul Bund tedesco a quota 194, appena 3 in più dell’analogo differenziale spagnolo. Partenza buona quindi per il Tesoro in una settimana in cui punta a raccogliere un massimo di 21 miliardi di euro. Oggi sarà la volta dei BoT a sei mesi (8,5 miliardi) mentre giovedì ci sarà il cruciale test dei titoli a medio e lungo termine. 
Quanto pesa l’effetto Renzi
L’insediamento del nuovo governo Renzi sull’esito dell’asta ha pesato solo in parte. Da settimane, prima quindi che si parlasse della staffetta Letta-Renzi, il Tesoro sta registrando positivi riscontri nei collocamenti di titoli di Stato che, soprattutto sulle brevi scadenze, stanno mettendo a segno nuovo minimi in termini di rendimenti. Merito soprattutto della liquidità che è in arrivo soprattutto dagli Stati Uniti. I grandi investitori istituzionali, con la decisione della Federal Reserve di ridurre gradualmente gli stimoli monetari (Tapering), stanno infatti disinvestendo pesantemente dai mercati emergenti dirottando la liquidità su asset ad alto rendimento come azioni e bond dei Paesi periferici dell’area euro.
Detto questo, l’elemento di novità al governo del Paese ha giocato e potrebbe giocare nei prossimi mesi a favore dell’Italia sui mercati. «Cruciali saranno i fatidici primi 100 giorni – commenta Andrea Cuturi, responsabile investimenti di Anthilia sgr -. Se Renzi, come promette, riuscirà a dare un’accelerazione alle riforme e gli elettori, alle prossime europee, gli daranno credito, le prospettive perché la lune di miele con i mercati continui ci sono tutte. Non tanto sul fronte obbligazionario, visto che lo spread è già sceso molto e non penso potrà andare oltre i 175 punti, quanto in Borsa dato che Piazza Affari viaggia ancora a forte sconto rispetto agli altri listini europei».
Piazza Affari prende fiato
A livello di performance la Borsa di Milano, con un rialzo da inizio anno di quasi 8 punti percentuali, è quella che sta facendo meglio in Europa. E il cambio all’esecutivo ha dato un’ulteriore spinta. Ieri tuttavia è stata una giornata all’insegna delle prese di profitto. Il listino milanese ha chiuso poco sotto la parità (-0,02%) sulla stessa linea di Francoforte (-0,1%) e Parigi (-0,1%) mentre Madrid ha chiuso in controtendenza con un rialzo dello 0,48 per cento. In una seduta caratterizzata ancora dalla debolezza dei mercati emergenti, gli operatori hanno registrato dati in linea con le attese dall’immobiliare Usa (l’indice Case Shiller è cresciuto del 13,42%) e dalla fiducia dei consumatori (scesa da 79,4 a 78 punti).
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