Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

I tassi BoT risalgono allo 0,028%

Tornano a scendere le Borse europee dopo tre giorni consecutivi di recupero, ma nell’alternanza vista in queste ultime sedute prova a rialzare la testa Wall Street, pur in mancanza di novità significative sul panorama macro che possano far pendere l’ago della bilancia da una delle due parti per la Federal Reserve. A meno di una settimana dalla decisione chiave sui tassi Usa l’incertezza regna ancora sovrana e con essa la volatilità anche se ieri, per la verità, le oscillazioni intraday non sono state ampie come nei giorni scorsi.
Del resto anche i dati sulle richieste settimanali di sussidi per il lavoro negli Usa, che pure una minima attinenza con gli obiettivi Fed l’avrebbero, non hanno offerto il destro a possibili speculazioni sulla scelta di Washington perché non si sono distaccati in modo significativo dalle attese (-6mila unità a quota 275mila). Così, se New York ha faticato a prendere direzione nelle prime ore della giornata, l’Europa ha finito per ripiegare di riflesso al ritracciamento che la stessa Wall Street aveva accusato nella serata precedente e a quello dei listini asiatici.
A proposito della Cina (Shanghai ha terminato ieri mattina a -1,3%, mentre Tokyo ha perso il 2,5%) destano ulteriore preoccupazione i dati sui prezzi alla produzione, in calo del 5,9% su base annua ad agosto fino a raggiungere i minimi dal 2009, che non lasciano presagire nulla di buono sull’economia del Dragone. Il peggioramento della situazione del Brasile, uno dei Paesi più colpiti dal rallentamento cinese e il cui rating è stato declassato a «spazzatura» dall’agenzia S&P, ha inoltre contribuito a creare una ragione in più per prendere profitto.
Piazza Affari ha dunque finito per cedere l’1,02%, dopo aver fallito nel corso del pomeriggio alcuni tentativi di riportarsi in parità. Stessa sorte, più o meno, per Francoforte (-0,9%) e per Parigi e Madrid che hanno avuto la peggio chiudendo rispettivamente a -1,46% e -1,78 per cento. Il tutto mentre l’euro, come da copione in questi ultimi mesi, ha riguadagnato leggermente terreno grazie allo smontamento delle posizioni di «carry trade» e ha riagganciato quota 1,12 dollari.
Detto della Banca d’Inghilterra, che ha mantenuto come era nelle attese i tassi di interesse fermi allo 0,5%, occorre segnalare un’altra seduta sostanzialmente piatta sui mercati del reddito fisso. Il rendimento del BTp decennale è risalito di due centesimi all’1,86% e con esso anche lo spread nei confronti del Bund (116 punti base): un contesto tutto sommato tranquillo per collocare 7,5 miliardi di euro di BoT a un anno. Nell’operazione di ieri il Tesoro italiano ha ricevuto un quantitativo di richieste relativamente inferiore rispetto al mese precedente (1,50 anziché 1,72 il rapporto fra domanda e offerta) e ha dovuto offrire lo 0,028% invece dello 0,011%, ma si tratta di scarti davvero poco significativi.
Più impegnativa, almeno in teoria, si presenta l’asta di questa mattina, quando sul mercato finiranno BTp a 3, 7 e 30 anni per un controvalore massimo di 7,75 miliardi. Gli analisti interpellati dall’agenzia Radiocor prevedono tuttavia una discesa dei rendimenti per i titoli a 3 anni (0,28-0,30%) e per quelli a 7 anni (1,40% per il nuovo benchmark). Maggiore l’attesa per il trentennale, che non finisce nel paniere dei titoli acquistabili dalla Bce nell’ambito del «Qe», ma sul quale non dovrebbe mancare comunque la domanda: per questo le attese sono per un rendimento in area 2,90-2,95%.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Non ha tempi, non ha luoghi, non ha obbligo di reperibilità: è lo smart working di ultima generazi...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

«Sono entusiasta di essere stato nominato ad di Unicredit, un’istituzione veramente paneuropea e ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Il primo annuncio è arrivato all’ora di pranzo, quando John Elkann ha rivelato che la Ferrari pre...

Oggi sulla stampa