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I Tar e il Cds costano 205 mln

La giustizia amministrativa costa all’erario 205 milioni di euro all’anno. A tanto ammontano le spese sostenute nel 2011 per il funzionamento dei Tar e del Consiglio di stato, oltre che dell’organo di autogoverno. Il totale risulta in calo rispetto ai costi del 2010, che erano stati di 223 milioni di euro, «per la rigorosa azione di contenimento operata in sede di predisposizione del bilancio di previsione con una riduzione degli stanziamenti per le spese diverse da quelle obbligatorie e inderogabili». È quanto rileva il Cpga, il consiglio di presidenza della giustizia amministrativa, nell’approvare il rendiconto finanziario per l’anno 2011.

Le entrate inizialmente previste, pari a 211 milioni di euro, hanno avuto in corso d’anno un incremento di oltre 32 milioni di euro, attestandosi nel complesso a 243 milioni. Ai 214 milioni provenienti dal fondo iscritto sui capitoli del Mef per la giustizia amministrativa si sono infatti aggiunte entrate diverse per 3,8 milioni, oltre all’avanzo di amministrazione 2010, pari a quasi 25 milioni di euro.

Per quanto riguarda le uscite, le somme impegnate ammontano a 205 milioni di euro, in calo di quasi l’8% rispetto all’anno precedente. I costi imputabili al segretariato generale sono pari a 180 milioni di euro, contro i 185 inizialmente previsti. La voce principale riguarda ovviamente la remunerazione del personale, che nel 2011 pesa per quasi 161 milioni di euro. Assegni, gettoni e missioni dei componenti del Cpga costano circa un milione di euro, mentre gli stipendi ai magistrati amministrativi valgono 72 milioni, ai quali vanno aggiunti altri 30 milioni relativi al personale amministrativo. Gli oneri riguardanti la manutenzione e la gestione dei sistemi informativi ammontano a 9,4 milioni di euro, mentre beni e servizi sono costati nel complesso 7,5 milioni (di cui 4,7 milioni per affitti). Aggiungendo a tutto ciò i costi attribuibili ai segretariati delegati dei Tar (pari a 23 milioni) e di palazzo Spada (2 milioni), si giunge ai 205 milioni di euro di uscite complessive.

L’avanzo di esercizio per l’anno 2011, quindi, risulta pari a 37,7 milioni di euro, mentre la consistenza di cassa al 31 dicembre scorso era di 94 milioni di euro. Secondo il Cpga, «i risultati conseguiti sono in sintonia con gli obiettivi programmati nella relazione al bilancio di previsione nel triennio 2011-2013».

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