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I soci preferiscono le srl. Boom di unipersonali e semplificate

Boom delle società unipersonali per le società a responsabilità limitata (srl) ma anche per le società per azioni (spa), netto aumento delle srl a scapito delle società per azioni e grande crescita, in questi due anni, delle srl semplificate. È questo, a 10 anni dalla riforma del diritto societario, lo stato delle società di capitali nel nostro paese che emerge dai dati Unioncamere ed Infocamere rielaborati per ItaliaOggi Sette.

In generale, poi, nell’ambito delle attività produttive si registra una forte contrazione delle aperture di partite Iva e un deciso aumento delle cancellazioni.

Iscrizioni in regresso. A livello di attività produttive, nel complesso si registra una costante riduzione delle nuove partite Iva che dal 2004 al 2014 si riducono di oltre 40.000 unità annue passando da 425.510 del 2004 alle 384.483 del 2013.

A livello disaggregato, una forte discesa si registra sia nelle imprese individuali che nelle società. Nelle prime si passa dalle 271.862 iscrizioni del 2004 alle 244.935 iscrizioni del 2013 con una discesa del 10% su base decennale.

A livello societario, poi, vanno distinte le società di capitali da quelle di persone. Mentre nell’ambito delle prime si registra una sostanziale stabilità delle iscrizioni con crescita delle srl e con una leggera riduzione delle spa (in particolare nell’ultimo quadriennio anche presumibilmente a causa della crisi economica) la riduzione delle iscrizioni è estremamente netta nell’ambito delle società di persone laddove si passa dalle 63.109 iscrizioni del 2004 si passa alle 34.196 del 2013. Qui la diminuzione delle iscrizioni risulta peraltro sostanzialmente costante nel corso del decennio in esame.

Cancellazioni. In generale, si riscontra un forte incremento delle attività economiche oggetto di cancellazione che passano dalle 335.145 del 2004 alle 414.970 del 2013 con un incremento di circa il 20%.

Per le cancellazioni, in crescita costante appaiono quelle delle società di capitali (dalle 35.443 del 2006 alle 53.181 del 2013) mentre sostanzialmente stabili risultano quelle delle società di persone che hanno avuto il picco fra il 2007 ed il 2011 per stabilizzarsi negli ultimi due anni).

Nel dettaglio, negli ultimi cinque anni abbiamo avuto un netto incremento nelle cessazioni delle srl (ivi comprese unipersonali) passate dalle 44.229 del 2009 alle oltre 50.000 unità (51.576) del 2013.

Società a responsabilità limitata: boom delle unipersonali. In netta crescita in questo decennio sono risultate le società a responsabilità limitata che passano dalle 973.930 del 2004 alle 1.396.509 del 31/12/2013, dato che contempla invero anche le srl di ultimo conio.

Fra queste, tuttavia, l’incremento più rilevante è quello delle srl unipersonali che dal marzo 2004 al 31 dicembre 2013 sono più che quadruplicate passando dalle 49.007 del 2004 alle 211.874 del 31/12/2013 .

Fra le ragioni di detta esplosione sono sicuramente da annoverare i contenuti del novellato art. 2462 c.c.. Dal 1° gennaio 2004, infatti, da un lato è ammissibile per i soci persone fisiche essere soci unici di più srl unipersonali, senza che il socio unico perda la sua responsabilità limitata al capitale conferito, dall’altro è ammissibile che il socio unico risulti essere a sua volta una persona giuridica.

Tali situazioni hanno permesso, da un lato, alle singole persone fisiche di creare più società unipersonali limitando la relativa responsabilità patrimoniale ai singoli patrimoni investiti nelle specifiche società e, dall’altro, di impiegare le unipersonali nell’ambito dei gruppi.

In questi ultimi casi la srl unipersonale può, infatti, essere legittimamente utilizzata quale società di controllo al 100% di altra società a responsabilità limitata in modo da poter costituire la holding, la sub-holding o la società figlia, interamente posseduta da società di capitali nell’ambito dei gruppi. Tornando alle srl ordinarie oltre che a quelle con socio unico, bisogna fare attenzione in quanto al 31/12/2013 non tutte le società dianzi evidenziate risultavano attive.

Limitando le indagini, alle srl ordinarie e unipersonali, rispetto alle complessive 1.373.797 srl (ad eccezione delle nuove forme a capitale ridotto e semplificate) «solo» 939.800 erano società in ordinaria gestione.

Le società iscritte vanno, infatti, decurtate delle inattive (cioè registrate presso il registro delle imprese ma che di fatto non avevano iniziato l’attività) per ben 201.377 (di cui 172.521 società a responsabilità limitata ordinarie e 28.856 unipersonali), nonché delle srl in liquidazione per 163.916 (141.125 ordinarie e 22.791 a socio unico) e 68.704 srl in fallimento (59.109 srl ordinarie e 9.595 unipersonali).

Società di nuova generazione. Nel 2012, con il decreto legge 24/1/2012 n. 1, convertito con legge n. 27 del 24 marzo 2012 e successive modificazioni, a mezzo del dl 28 giugno 2013 n. 76, conv. con la legge 9 agosto 2013 n. 99 sono state introdotte le nuove società a capitale ridotto (al di sotto dei 10.000 euro) e semplificate (che cioè utilizzano lo statuto standard).

Tali società hanno riscontrato un ottimo successo. Quelle con capitale ridotto al 31/12/2013 erano infatti ben 5.049 mentre quelle semplificate addirittura 17.663. Tre mesi dopo (dati al 31 marzo 2014) queste ultime erano diventate addirittura 25.945.

Le ragioni di tale boom, sono da identificarsi presumibilmente dallo scopo di «coprire» ex ditte individuali con lo schermo societario, minimizzando il capitale investito (è sufficiente 1 euro), ed annullando i costi notarili.

Non pare di ostacolo, a riguardo, la rigidità dello statuto standard che pure pone dette società di fronte al problema della libera circolazione di quote ed al recesso ad nutum.

La frequente unipersonalità (le prime statistiche individuano nel 30% delle srl semplificate la presenza di un unico socio) di dette società, evidentemente rendono superati i problemi dianzi evidenziati.

Infine, in merito alle start-up innovative (quasi tutte srl), rilevate nel marzo 2014, risultavano circa 1.800, nell’ambito delle quali si evidenzia la leadership della Lombardia con 355 imprese seguita dall’Emilia-Romagna (202) e dal Lazio (187).

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