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I sindacati: “Salvare tutti i dipendenti Alitalia”

Una settimana di turbolenze prima di ottenere il consenso di Cgil, Cisl e Uil al piano di riduzione dei posti di lavoro e arrivare senza troppi scossoni all’acquisizione di Alitalia. Mentre Etihad assiste alla finestra al braccio di ferro tra sindacati e governo, dietro le quinte si lavora ad una riduzione delle uscite previste dal piano degli arabi. L’idea è quella di scendere da quota 2.251 a 1.500 unità con il ricollocamento di alcune centinaia di impiegati in aziende di Stato, tra cui Poste italiane.
Le frizioni all’interno del fronte sindacale vedono la Cgil disposta a cedere sulle uscite solo nel caso di contratti solidarietà o di un percorso in stile Electrolux. Ma il sentiero è strettissimo e tra le richieste di Etihad, che vuole una compagnia con meno di 11mila dipendenti, e quelle di una parte delle sigle sindacali, si corre il rischio di scatenare uno scontro che potrebbe risultare fatale in questo momento. Il primo segnale negativo arriva proprio da piloti e assistenti di volo Anpac, Avia e Anpav, che accusano l’azienda e il go- verno di averli «estromessi» dalla trattativa. Per questo hanno proclamato uno sciopero per il 20 luglio. Il tempo quindi stringe e i ministri Maurizio Lupi e Giuliano Poletti – che ieri hanno incontrato i leader di Cgil, Cisl e Uil – puntano a chiudere la vicenda entro la prossima settimana con il più classico dei tour de force che dovrebbe concludersi venerdì notte con il via libera sindacale agli esuberi e a risparmi sul costo del lavoro di 48 milioni.
I confederali, in questo momento, si muovono su orizzonti differenti. Susanna Camusso (Cgil) ha detto «con nettezza al governo che non si può avere un’altra vicenda Alitalia che si traduce in migliaia di esuberi». Il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, punta invece sulla riduzione del numero delle uscite: «Dobbiamo trovare ogni sistema utile a dare garanzie e tutele». Luigi Angeletti, numero uno della Uil, spiega invece di voler chiudere in tempi rapidi la vertenza: «Ci siamo confrontati su come arrivare in tempi rapidi, ma facendo sul serio, alla fase conclusiva del negoziato. Da martedì – ha confermato Angeletti – si farà sul serio e bisognerà trovare una soluzione definitiva che porti ad un accordo con Etihad salvando in qualche modo tutti i lavoratori Alitalia ». E per il responsabile del trasporto aereo della Uil Marco Veneziani «occorre salvare più posti di lavoro possibile ricollocando gli eventuali esuberi in aziende di Stato».
Una buona notizia per Alitalia e Etihad giunge infine dall’Expo 2015: le due compagnie sono state nominate “vettori ufficiali della manifestazione”battendo la concorrenza che vedeva in corsa, tra gli altri, anche Emirates.
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