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I sindacati protestano, Monti li convoca

di Ivo Caizzi

BRUXELLES — Lunedì 5 dicembre il Consiglio dei ministri valuterà una riforma delle pensioni con introduzione del metodo contributivo «pro rata» e «per tutti». Lo ha annunciato la responsabile del Welfare Elsa Fornero a margine del Consiglio dei ministri Ue delle politiche sociali a Bruxelles, anticipando anche l'orientamento verso altri interventi sull'età pensionabile delle donne e sull'introduzione del reddito minimo garantito. Sollecitata a replicare alle dure proteste dei sindacati per non essere stati adeguatamente consultati, la Fornero ha espresso la sua disponibilità e quella del premier Mario Monti, sia pur nei limiti imposti dall'urgenza di procedere lunedì. In serata è poi arrivata la convocazione di Palazzo Chigi, per domenica prossima, delle parti sociali e degli enti locali per illustrare le linee guida degli interventi in arrivo.
Il ministro del Welfare sul metodo contributivo ha detto di attendersi che «le misure vadano in Consiglio dei ministri il giorno 5». Ha specificato che il nuovo sistema «andrà a regime progressivamente» e si propone di «aiutare le persone a risparmiare durante la loro vita attiva». In sostanza elimina i vantaggi per chi manteneva il più generoso metodo retributivo (fondato sugli stipendi e non sui contributi versati). Le nuove regole genereranno risparmi nella spesa pubblica. La Fornero ha però garantito il rispetto dei principi di «equità sociale» annunciati più volte da Monti. «I sacrifici saranno maggiori per quei lavoratori che sono stati più fortunati», ha detto confermando di voler eliminare «i privilegi» delle categorie beneficiate da trattamenti con minori contributi e maggiori rendite (rispetto ai livelli dell'Inps). Eccezioni potranno esserci, secondo il ministro, «verso il basso e non verso l'alto, come invece abbiamo avuto per troppo tempo». In discussione c'è anche «l'accelerazione di alcuni sentieri di adeguamento sull'età pensionabile delle donne, che già erano stati adottati dal governo precedente con un lunghezza di tempi che oggi forse non ci è più consentita».
Viene rinviata la riforma del mercato del lavoro perché da Bruxelles sollecitano le misure di più rapido effetto sui conti pubblici. «Il mercato del lavoro non dà entrate – ha commentato la Fornero -, anche se con un'adeguata riforma può dare possibilità di lavoro e crescita». Netta è stata la sua apertura sul reddito minimo garantito come misura anti-povertà e di inclusione sociale, pur espressa specificandola come sua «preferenza personale». Nuovi strumenti verrebbero studiati per stimolare l'occupazione dei giovani al Sud e per migliorare la condizione dei lavoratori precari. La leader della Cgil Susanna Camusso e quello della Uil Luigi Angeletti restano contrari a ipotesi di allungamento della contribuzione oltre i 40 anni. Il segretario della Cisl Raffaele Bonanni ha considerato la trattativa con il governo essenziale per «trovare soluzioni eque e migliori». L'ex ministro del Lavoro Cesare Damiano del Pd ha espresso aperture al sistema «pro rata».
 

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