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I russi di Rosneft nella Saras dei Moratti

I russi alla conquista delle raffinerie italiane. Dopo la cessione della Isab, passata dal gruppo genovese Erg al colosso Lukoil, adesso è la volta della Saras, della famiglia Moratti, che è finita nell’orbita della Rosneft, compagnia di Stato russa.
Per la raffineria di Sarroch, in Sardegna, con una capacità di lavorazione di 15 milioni di tonnellate di petrolio all’anno e considerata tra le più efficienti d’Europa, si prepara dunque un nuovo futuro. I russi sono infatti pronti ad acquistare una quota del 13,70% della Saras, pagandola 178,49 milioni di euro cash. Una transazione che dovrebbe essere completata nel giro di una settimana, entro il 23 aprile, giusto in tempo per essere annunciata all’assemblea degli azionisti, in calendario il giorno successivo.
Con questa operazione, che va a concretizzare la lettera d’intenti siglata con Rosneft lo scorso 15 dicembre, la famiglia Moratti ridurrà la sua quota nella società, pur conservando la maggioranza assoluta attraverso la Angelo Moratti Sapa.
E proprio in base all’accordo, il colosso controllato dal Cremlino lancerà anche un’Opa volontaria parziale su un altro 7,29% del capitale Saras, arrivando così a controllare quasi il 21% della società. Il prezzo dell’Opa sarà di 1,370 euro per azione e contempla un premio del 52,2% sul prezzo medio ponderato degli ultimi 12 mesi (cifra peraltro ben lontana dai 6 euro, che accompagnarono il debutto del titolo sul listino di Piazza Affari, nel maggio 2006).
Considerando che il flottante ammonta oggi a più del 37% del capitale, è prevedibile che fra tutti quelli che aderiranno si dovrà procedere a riparto. Questa la ragione per cui il titolo ieri, pur salendo (sono stati scambiati 17 milioni di pezzi), non si è allineato al prezzo dell’Opa: la quotazione è salita a 1,04 euro, mettendo a segno un rialzo del 6,71%.
«Crediamo che questa operazione sia un importante passo per la costruzione di una collaborazione di lungo periodo», ha commentato il presidente Rosneft, Igor Sechin, precisando che le parti stanno comunque continuando «a discutere i termini commerciali di cui alla lettera di intenti sottoscritta con Saras».
Dal canto suo il presidente Gian Marco Moratti ha detto: «Diamo il benvenuto a Rosneft, il primo produttore di petrolio grezzo a livello mondiale quotato, come azionista rilevante della società, e siamo convinti che sia Rosneft che Saras ne beneficeranno sia nel breve che nel lungo termine».
In base all’accordo (che è stato siglato con il supporto di Bnp Paribas come financial advisor di Rosneft e di Four Partners e Cleary Gottlieb, rispettivamente advisor finanziario e legale di Saras) sono previste anche alcune modifiche dello statuto: oltre alla nomina di un amministratore da parte dei soci di minoranza, è previsto che uno dei membri del consiglio di amministrazione sarebbe tratto dalla lista dei candidati presentata e votata da un’azionista che detenga singolarmente almeno il 12% del capitale; inoltre, sarebbe eliminata la previsione che consente di escludere il diritto di opzione in favore degli azionisti nei limiti del 10% del capitale.

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