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I ristori non toccano il forfettario

Contributo a fondo perduto, erogato a seguito della diffusione della pandemia da Covid-19, irrilevante ai fini della soglia dei 65 mila euro per l’ingresso o per il mantenimento del regime forfetario. La società, costituita nel 2019, che ha subordinato al perfezionamento dell’affitto di due rami di azienda l’inizio attività non può essere considerata soggetto neo-costituito, sia con riferimento alla determinazione della soglia massima di ricavi o compensi, sia per la verifica della contrazione del fatturato.

Con una raffica di risposte (dalla n. 438 alla n. 445), l’Agenzia delle entrate ha fornito chiarimenti su numerose fattispecie. C on la prima (n. 438/2021) ci si riferisce ad una azienda cinematografica che ha stampato un elevato numero di copie di libri rimasti invenduti, da trattare con il regime speciale Iva dell’editoria; per l’Agenzia delle entrate le copie stampate e stoccate non sono da considerare rilevanti al calcolo del fatturato e dei corrispettivi per la richiesta del contributo a fondo perduto, oggetto dell’istanza. La risposta successiva (n. 439/2021) analizza il caso di una società costituita nel 2019 che ha subordinato l’inizio dell’attività al perfezionamento dell’affitto di due rami di azienda che riteneva di considerare, ai fini del contributo, i dati aggregati dei rami ceduti nel 2019, il fatturato del cessionario del 2020, determinando una determinata aliquota e considerando la perdita media mensile sulla scorta dei detti dati aggregati. Per l’Agenzia delle entrate la società non può essere considerata neo-costituita e deve determinare il contributo per Covid-19 considerando gli effetti delle aziende acquisite in affitto, sia in relazione alla determinazione della soglia massima di ricavi e compensi, sia ai fini del calcolo della riduzione del fatturato, nonché per la determinazione del contributo; una situazione simile è stata valutata con altro e successivo interpello (n. 444/2021). L’Agenzia delle entrate ha, poi, valutato (n.440/2021) la situazione di una società in accomandita, esercente l’attività di commercio al dettaglio di carburante per autotrazione, e, poste le condizioni indicate nel decreto sostegni, precisa che ai fini del calcolo delle soglie è necessario far riferimento alla nozione di ricavi determinata ai sensi del comma 10, dell’art. 18 del dpr 600/1973, considerando, quindi, l’ammontare dei ricavi al netto del prezzo corrisposto al fornitore.

L’ulteriore risposta (n. 441/2021) riguarda un titolare di ditta individuale esercente anch’esso l’attività di commercio al dettaglio di carburante per autotrazione con la quale l’Agenzia delle entrate risponde allo stesso modo per il calcolo delle soglie ma aggiunge che, al fine di determinare l’ammontare medio del fatturato e dei corrispettivi realizzati nel 2019 e nel 2020, si rende necessario considerare la nozione di fatturato descritta in alcuni documenti di prassi emanati (circ. 5/E/2021 § 4.2) che per i soggetti operanti in detto comparto include il dato del prezzo corrisposto al fornitore. Con la successiva (n. 442/2021), in presenza di una società immobiliare esercente anche attività agricola, l’Agenzia delle entrate ritiene che l’istante debba includere ai fini del calcolo della nozione di fatturato, di cui al comma 4, del citato art. 1, la quota di corrispettivo versata al momento della cessione, nel 2019, mentre non devono essere incluse, nell’ammontare del fatturato, le somme percepite nel 2018 a titolo di acconto su preliminari per le cessioni di immobili perfezionate nel 2019. Per la verifica della soglia per l’ingresso e/o il mantenimento del regime forfetario, di cui al comma 54, dell’art. 1 della legge 190/2014, l’Agenzia delle entrate (n. 443/2021) precisa che il contributo non deve essere incluso ai fini del relativo calcolo. Si chiude la carrellata delle risposte sul contributo a fondo perduto per Covid-19 del decreto sostegni con la situazione di una impresa individuale esercente l’attività di ristorazione, avviata nel 2006 e gestita direttamente fino al 2018, data in cui ha ceduto il ramo di azienda in gestione ad altra società (n. 445/2021). L’istante ha risolto il contratto, ai sensi dell’art. 1456 c.c., registrando la risoluzione ma la locataria ha disconosciuto la risoluzione costringendo l’istante ad avviare un procedimento giudiziario al termine del quale, con ordinanza, il tribunale competente ha intimato la riconsegna dell’azienda; le Entrate richiamando una precedente risposta (n. 426/2020), indica le modalità di calcolo, ma non ritiene corretto eseguire il confronto con il fatturato 2017 (anno anteriore all’affitto) perché la concessione del godimento non interrompe la continuità aziendale.

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