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I rintocchi del Big Ben per il via alla grande festa. Londra accoglie il mondo

LONDRA — Sette anni di preparativi, 12 miliardi di euro, 14.000 atleti di 204 paesi suddivisi in 39 sport, otto milioni di biglietti venduti, una staffetta di 70 giorni con 8.000 tedofori, seguita nel Regno Unito da tre milioni di persone. E adesso il traguardo: sulle Olimpiadi del 2012 si alza il sipario. Inizia con un coro di campane la giornata ufficiale: dalle 8 e 12, traduzione dell’anno dei Giochi, tre minuti di festa assordante dopo il «la» del Big Ben. Chiese, castelli e cellulari: ricchi e poveri, perché la trentesima edizione dei Giochi deve essere per tutti, ripetono Lord Coe, presidente del comitato organizzativo, e Boris Johnson, il sindaco di Londra. «Lottare, cercare, trovare e non arrendersi»: la frase del poeta Lord Tennyson, secondo il premier David Cameron, riassume non solo lo spirito olimpico – è scolpita nella piazza principale del villaggio degli atleti – ma anche il modo in cui Londra affronta i Giochi. Perché nonostante il costo e gli innegabili disagi legati soprattutto al traffico, la metropoli è pronta ad accogliere con entusiasmo le Olimpiadi: ieri a Hyde Park c’erano 60.000 persone ad attendere l’arrivo della fiaccola. «Siamo la città più bella del mondo», ha gridato Johnson ai presenti. «Yes, we are», gli ha risposto il pubblico.
Oggi la parola passa alla diplomazia di Coe e del presidente del Comitato olimpico internazionale Jacques Rogge: saranno loro a dare il benvenuto alla regina allo stadio olimpico. Ad attenderla, in tribuna d’onore, la sovrana troverà diversi rappresentanti della famiglia reale, come la principessa Anna, William e Kate, e più di cento capi di stato, tra i quali Giorgio Napolitano, Angela Merkel, il primo ministro giapponese Yoshihiko Noda, quello russo Dimitri Medvedev, il presidente afghano Hamid Karzai. Barack Obama sarà rappresentato dalla moglie Michelle, che prima della cerimonia inaugurale incontrerà Samantha Cameron e parteciperà a un ricevimento a Buckingham Palace. Non mancano le celebrità, del mondo dello spettacolo, ma anche del business: da Angelina Jolie, a Bill Gates, a Frank Lowy, fondatore dei centri commerciali Westfield.
Come la prima giornata olimpica, anche la cerimonia inizia con i rintocchi di una campana, la più grande d’Europa: uno spettacolo che, grazie anche a una campagna su Twitter (#savethesurprise), è rimasto pressoché segreto. Si intitola Isles of Wonder, isole della meraviglia, da una frase di Calibano ne «La Tempesta» di William Shakespeare. E’ diretto da Danny Boyle, il regista di «Trainspotting» e «Slumdog Millionaire» e propone una carrellata storica, sociale e letteraria del paese, dalle verdi campagne inglesi, popolate da pecore, capre e anatre vere, alla rivoluzione industriale, dal servizio sanitario nazionale a personaggi come Mary Poppins, Alice nel paese delle meraviglie, Capitan Uncino, Harry Potter. Infine, bolle di sapone, uomini-razzo e Paul McCartney, che, chiedendo il coinvolgimento del pubblico, canta Hey Jude. Dopo la sfilata degli atleti e le loro bandiere, la fiamma olimpica entra allo stadio. Chi sarà ad accendere il braciere si saprà solo all’ultimo, ma di sicuro arderà sino al 12 agosto, due settimane che voleranno via tra primati, lacrime e gioia.

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