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I rimborsi Irpef-Ires vanno richiesti da soci e società

La richiesta di rimborso dell’Irpef o dell’Ires deve essere trasmessa sia dall’imprenditore individuale che dai collaboratori familiari; parimenti – per rispondere al nostro lettore – presentano autonome richieste di rimborso le società di persone ed anche i relativi soci. Semmai si presenta il problema della data a decorrere dalla quale l’istanza viene presentata che dipende dalla regione in cui il soggetto richiedente ha il domicilio fiscale. Può accadere che la società e i soci abbiano domicilio fiscale in regioni diverse e quindi magari la società debba anticipare l’istanza per consentire la presentazione da parte del socio.
Si tratta delle deducibilità dell’Irap calcolata sul costo del personale che genera un recupero in termini di Irpef e relative addizionali o Ires. L’articolo 4 del Dl n. 16/2012 ha esteso la suddetta deduzione anche per i periodi d’imposta precedenti a quello in corso al 31 dicembre 2012. Quindi tenendo conto del limite generale dei 48 mesi dalla data del versamento previsto per i rimborsi può essere richiesta la restituzione delle maggiori imposte dirette pagate per le annualità che vanno dal 2007 al 2011.
L’agenzia delle Entrate ha reso noto l’apposito modello per l’istanza di rimborso chiarendone le modalità di presentazione e di compilazione nonché i termini di invio. A tal proposito si ricorda che la richiesta può essere effettuata esclusivamente in via telematica (Entratel o Fisconline).
La presentazione del modello da il via all’inizio della procedura di rimborso. L’Agenzia liquiderà le istanze di rimborso a partire dalle annualità più remote e, nell’ambito dello stesso periodo d’imposta, la priorità dei rimborsi segue l’ordine di presentazione. Pertanto, prima si invia il modello, prima si ottiene il rimborso e più è elevata la probabilità che il rimborso venga da subito integralmente soddisfatto. Infatti la misura del rimborso dipenderà dalle risorse dello Stato e dalle richieste che ad esso perverranno. È in ogni caso salvo il diritto a vedersi rimborsato l’intero importo spettante.
Società di persone e imprese familiari
Nelle società di persone il reddito prodotto viene tassato ai fini delle imposte dirette in base al principio di trasparenza in capo ai soci in proporzione alla quota di partecipazione agli utili. Pertanto la tassazione del reddito si perfeziona in capo ai soci. Al contrario la società non è un soggetto passivo d’imposta. Con riferimento alla disciplina in materia di Irap invece l’unico soggetto debitore è direttamente la società. Quindi l’Agenzia per controllare se il rimborso richiesto dai soci è effettivamente spettante deve per forza di cose far riferimento alla società.
Dato il rapporto di causa-effetto che lega le società personali e i propri soci il modello deve essere presentato da entrambi. Per quanto riguarda la determinazione dell’area geografica che determina la data di invio del modello il citato provvedimento dell’Agenzia chiarisce che occorre prendere come riferimento il domicilio fiscale del contribuente indicato nell’ultima dichiarazione dei redditi presentata. Pertanto se la società ha indicato come domicilio fiscale Milano mentre i soci hanno indicato Venezia, è chiaro che l’istanza relativa alla società potrà essere presentata a partire dal prossimo 12 marzo mentre quella dei soci a partire dal prossimo 25 febbraio. Si ritiene altresì che lo stesso debba valere con riferimento alle imprese familiari nelle quali l’imprenditore è l’unico soggetto debitore del l’imposta regionale, mentre tutti i partecipanti sono assoggettati ad Irpef in base alla propria quota di attribuzione degli utili. Quindi il modello per l’istanza di rimorso deve essere presentato, sia dall’imprenditore, sia dai collaboratori, sempre avendo riguardo al domicilio fiscale indicato nell’ultima dichiarazione dei redditi presentata.
Imprese agricole
Le istruzioni al modello per la richiesta del credito d’imposta contemplano anche le imprese agricole ancorché costituite nella forma della società semplice. Tale facoltà è riservata ai soggetti che determinano il reddito in base al bilancio e che pertanto avrebbero potuto dedurre dal reddito imponibile l’Irap assolta sul costo del lavoro. Al contrario gli agricoltori che determinano il reddito in base alle rendite catastali o nelle altre forme di determinazione forfetaria (esempio percentuale forfetaria per l’agriturismo e attività connesse) non spetta alcun credito d’imposta.

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