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I protesti sono in frenata

Protesti in frenata nel primo trimestre 2014. Tra gennaio e marzo sono state 19 mila le società protestate, il 14,4% in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Trova conferma, quindi, il trend positivo iniziato nell’ultimo trimestre 2013 quando i protesti avevano fatto registrare una diminuzione del 10,8%.

Protagonista della maggiore riduzione, il comparto manifatturiero che, più di tutti, sta tornando ai livelli ante crisi: rispetto al primo trimestre 2013, il numero di imprese del settore con assegni o cambiali protestate è diminuito del 19,6% raggiungendo quota 2 mila atti ovvero il 2,7% in più rispetto al 2007. Questi i dati elaborati dall’Osservatorio Cerved sui protesti e i pagamenti delle imprese e diffusi lo scorso 31 maggio. Nel dettaglio, lo studio condotto mostra come, il miglioramento rispetto al primo trimestre del 2013 abbia coinvolto quasi tutti i settori industriali soprattutto quelli inerenti la produzione dei mezzi di trasporto (-31%). A seguire la scia, però, anche le industrie chimiche e le imprese del sistema casa che hanno registrato entrambe una contrazione del 26,7%. Segni di ripresa anche per il comparto dell’edilizia. Sono più di 4 mila, infatti, le società a cui, nel primo trimestre 2014, è stato levato almeno un protesto. Continua, invece, il periodo buio per il settore terziario che resta il comparto con il maggior numero di soggetti protestati. Nonostante la di munizione sia pari all’11,1%, i soggetti protestati sono 11 mila, il 35% in più rispetto alle società protestate nel 2007. A fare da traino alla diminuzione dei protesti, le regioni del Centro Italia in cui il calo, mediamente, è stato del 20%: 22,9% nel Lazio, 18,5% nelle Marche, 17% in Toscana e 9,4% in Umbria. Ad avvicinarsi maggiormente ai livelli pre crisi, il Nord Est, in cui è calato del 16,9% il numero delle imprese con almeno un protesto . In tutte le regioni, infatti, il livello di diminuzione, non scende sotto il 12%. In controtendenza rispetto all’andamento complessivo, la Liguria, che registra un incremento del 9,2% e la Valle d’Aosta. In quest’ultima in particolare l’aumento dei protesti è stato del 41,2%. A rilento, ma in costante miglioramento, anche la situazione nel Sud Italia. La contrazione complessiva, infatti, è stata dell’8,7% frutto, soprattutto, del miglioramento della situazione in Molise dove la diminuzione è stata del 26,7% rispetto al primo trimestre 2013.

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