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I prodotti made in Italy non «viaggiano» sul web

Un’Italia in ritardo, e un Nordest ancora più arretrato: una situazione che, paradossalmente, apre a grandi potenzialità per le aziende piccole e medie. Secondo una ricerca della Fondazione Nord Est sull’uso delle tecnologie nel made in Italy, su un campione di 1.215 società di capitale (dei comparti food, moda, arredamento e meccanica), nel 2014 una azienda su quattro non ha un sito web aziendale, e tre su quattro (73,5% a livello nazionale, 77,3% nelle tre regioni) non usano i social network per promuovere i propri beni e servizi.
Sul fronte e-commerce, il confronto con i competitori europei è impietoso: il 5% delle imprese italiane vende online, contro il 22% della Germania, il 19% del Regno Unito, l’11% della Spagna. Un gap colmabile, «se tutti, a iniziare dal futuro governo regionale, investiranno su azioni di accompagnamento e sulle potenzialità di quelle piccole imprese che sono parte fondamentale di un tessuto economico che qualcuno, a torto, dà per finito», dice Francesco Peghin, presidente della Fondazione. «Esiste un potenziale ampiamente inespresso legato alla digitalizzazione delle nostre piccole e medie imprese – conferma il direttore scientifico Stefano Micelli -. I numeri mettono in evidenza ampi spazi di miglioramento: strumenti come Pinterest, Facebook e Twitter sono ancora poco usati. Occorre migliorare l’uso dei social network e la conoscenza delle piattaforme internazionali di commercio elettronico. Non si tratta solo di affidarsi a un portale, quanto di intraprendere la sfida di rapido aggiornamento». Perché «le aziende che hanno innovato anche nei format distributivi sono quelle che meglio competono, crescono e raggiungono nuovi mercati», osserva Romano Artoni di UniCredit. Il “blocco” che allontana le aziende al web – e dalle sue opportunità – in un caso su due si lega alla tipologia dei prodotti, visti come poco adatti a essere presentati online: «Al contrario – sostiene Micelli – esiste la possibilità di inserire giovani con le competenze adatte a raccontare, spiegare e valorizzare il made in Italy». Con il progetto “Nuovo continente” la Fondazione avvia 18 mesi di affiancamento di imprese e distretti nell’utilizzo delle nuove tecnologie: ieri pomeriggio, nella sede di H-Farm a Roncade, Treviso, il primo di una serie di incontri per diffondere gli strumenti capaci di supportare le imprese.

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