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I pm nella sede Mps. Via alla ricerca di nuovi documenti

Al setaccio nuovi documenti, rimasti per ora nascosti. Secondo quanto trapelato ieri a Siena da fonti investigative, i pm Nastasi, Natalini e Grosso, titolari dell’inchiesta su Mps, si sono recati in tarda serata nella sede della banca senese, a Rocca Salimbeni, per acquisire nuovi materiali. La visita è durata un’ora e mezza.
Possibile che nelle prossime ore ci siano nuove richieste da parte degli inquirenti e nuovi approfondimenti sui tre filoni d’inchiesta: l’operazione finanziaria per l’acquisto di Antonveneta per 9,3 miliardi; i possibili profitti illeciti su commissioni intascati da un gruppo di dirigenti e funzionari; i supposti falsi in bilancio attraverso l’uso mascherato di derivati. Da ricordare che l’inchiesta ha la “testa” a Siena ma beneficia del braccio operativo della Guardia di finanza di Roma (mentre la procura della capitale ha avviato altre indagini sulla banca).
Proseguono intanto a ritmo serrato gli interrogatori in procura a Siena. Ieri è stato sentito l’ex direttore finanziario Daniele Pirondini, indagato per ostacolo alla vigilanza e falso in prospetto, dopo che due giorni fa sono stati ascoltati l’ex presidente del collegio sindacale di Mps, Tommaso Di Tanno, indagato per gli stessi reati, e l’ex direttore generale della Fondazione Mps, Marco Parlangeli, in quanto persona informata dei fatti.
Domani dovrebbe arrivare in procura, per la seconda, l’ex presidente della banca Giuseppe Mussari, che già si era presentato davanti ai pm una decina di giorni fa ma che si era avvalso della facoltà di non rispondere. Stavolta invece, secondo quanto sottolineato dagli stessi avvocati, è disponibile a collaborare.
Nei prossimi giorni dovrebbe essere inoltre chiamato ancora l’ex direttore generale di Mps, Antonio Vigni, indagato per ostacolo alla vigilanza e falso in prospetto, che i pm hanno già ascoltato per due volte in due interrogatori fiume durati 8 ore ciascuno. La testimonianza di Vigni è evidentemente considerata centrale per la ricostruzione della vicenda. Dovrebbe presentarsi in procura, forse la prossima settimana, anche Gianluca Baldassarri, ex responsabile del settore finanza, indagato per truffa all’interno della vicenda sui profitti illeciti ricavati dalle commissioni, considerato il capo della cosiddetta “banda del 5%”.
Tornando a Pirondini, nei documenti della procura si parla di lui come del corresponsabile, insieme a Vigni e a Marco Morelli (responsabile dell’operazione Antonveneta), delle mancate comunicazioni a Bankitalia sui dettagli del rafforzamento patrimoniale della banca, che per gli inquirenti sarebbe avvenuto in modo irregolare. In particolare, a proposito dell’aumento di capitale da un miliardo, si parla di «ostacolo all’esercizio delle funzioni di vigilanza, con esposizione di fatti materiali non rispondendo al vero». I pm entrano poi più nel dettaglio, sostenendo che Pirondini, Vigni e Mussari «con più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso contribuivano e partecipavano all’operazione denominata Fresh 2008, diffondendo al mercato notizie false idonee a determinare una sensibile alterazione del prezzo dell’azione Bmps ordinaria».
Il nome di Pirondini compare anche quando si parla di falso in prospetto, insieme a Mussari, Vigni e Raffaele Rizzi (responsabile dell’area legale), sottolineando che c’era «nel prospetto informativo (…) l’intenzione di ingannare i destinatari del prospetto, esponendo false informazioni». La finalità di tale comportamento secondo la procura di Siena sarebbe stata quella di «far conseguire per sé o per altri o al medesimo istituto bancario un ingiusto profitto».
Insieme agli interrogatori intanto proseguono anche le indagini, e nelle prossime ore potrebbero essere valutati anche nuovi materiali reperiti dagli inquirenti.

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