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I paletti del Tesoro sui Monti-bond Grilli: stiamo valutando

Il ministro dell’Economia, Vittorio Grilli non dice quando partirà il prestito di 3,9 miliardi a favore del Monte dei Paschi di Siena con la sottoscrizione dei cosiddetti Monti Bond ma rassicura sul fatto che al dicastero di via XX Settembre gli esperti siano al lavoro. Gli uffici del Tesoro «stanno approfondendo le procedure» ha detto Grilli che ieri era ad un convegno a New York. Forse i tempi non saranno «brevissimi» come ha indicato il presidente della banca senese, Alessandro Profumo ma non sono in vista battute d’arresto, anche perché Mps, ha ribadito ieri Grilli «è una banca solida» e «le potenziali perdite che potrebbero emergere dalle indagini in corso non andranno ad intaccare questo quadro complessivo».
Nel dare via libera ai Bond, il ministro si basa sul parere positivo dato dalla Banca d’Italia sulla solidità patrimoniale della banca, «attuale e prospettica». Perché come ha detto all’assemblea di Assiom Forex il governatore Ignazio Visco l’intervento pubblico «non è un salvataggio nè un prestito, computabile nel patrimonio di vigilanza e concesso dallo Stato ad un costo – il 9% di interessi annui iniziali con aumenti dello 0,5% ogni due anni -particolarmente elevato e crescente. E poi il sostegno, nel rispetto della disciplina europea sugli aiuti di Stato, è stato autorizzato – non senza passare attraverso un complesso confronto sulle modalità dei rimborsi – dalla Commissione europea che dovrà anche dare il suo disco verde al piano di ristrutturazione di Mps. Come ha ricordato ancora Visco al Forex di Bergamo, pure calcolando questa tranche di Monti bond il sostegno pubblico alle banche italiane dall’inizio della crisi è stato molto contenuto, pari allo 0,3% del Pil (Prodotto interno lordo) contro l’1,8% di quello della Germania, al 2% della Spagna al 4,3% del Belgio al 5,2% dei Paesi Bassi e oltre il 40% dell’Irlanda. L’intervento, ha chiarito ancora Visco, è stato deciso l’estate scorsa per consentire a Mps di adempiere alla raccomandazione dell’Eba, l’autorità di vigilanza europea, di costituire un cuscinetto di capitale eccezionale e temporaneo ben oltre i requisiti minimi regolamentari per far fronte ai rischi derivanti dall’ingente portafoglio in titoli pubblici.
Al ministero dell’Economia poi sono anche al lavoro per mettere a punto il documento che accompagnerà la sottoscrizione dei titoli e che comprende tutta una serie di vincoli che il Monte dei Paschi dovrà rispettare per tutta la durata del prestito. Innanzitutto vincoli su stipendi e bonus che vanno dal divieto di ogni quota variabile per i componenti gli organi di controllo all’ancoraggio di questa a precisi indicatori qualitativi per tutti gli altri con particolare attenzione ai manager più rilevanti, i cosiddetti risk takers. E ancora stop ai bonus, in caso di risultati negativi di bilancio, e massima moderazione nelle buonuscite. E poi l’istituto senese avrà «il divieto della distribuzione di dividendi ordinari e straordinari» e non potrà comprare nuove partecipazioni in banche, società finanziarie e assicurazioni, non potrà corrispondere interessi su altri strumenti finanziari computabili nel patrimonio di vigilanza e non potrà utilizzare i Monti Bond per mettere in atto nuove iniziative commerciali «aggressive».

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