Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

I nuovi «parametri» premiano gli avvocati

Compensi più elevati per (quasi) tutti i gradi e le fasi di giudizio. Un taglio meno deciso per il gratuito patrocinio. E il ritorno del rimborso delle spese forfettarie, che si aggiunge al “prezzo” della prestazione e alla restituzione dei costi sostenuti.
È con questi interventi che lo schema di regolamento sui nuovi parametri – messo a punto dal ministero della Giustizia per dare attuazione alla riforma dell’avvocatura e ora inviato al Consiglio di Stato e al Consiglio nazionale forense per i pareri – supera i valori previsti dal Dm 140/2012 e premia le parcelle dei legali.
Attenzione, però: si tratta di importi che possono essere utilizzati come guida per definire i compensi – in primo luogo dal giudice, se manca l’accordo delle parti – ma che non sono vincolanti. Resta ferma, infatti, l’abrogazione delle tariffe, cancellate dal decreto legge 1 del 2012.
Importi rivisti
Alla prova di alcuni casi concreti (si vedano gli schemi pubblicati a fianco), i nuovi parametri si rivelano quasi sempre più generosi rispetto ai vecchi importi: ad esempio, cresce di oltre il doppio (da 495 a 1.197 euro) il compenso minimo che può spettare al legale che difende un imputato ammesso al gratuito patrocinio di fronte al tribunale monocratico; mentre aumenta di più del 20% (da 6.336 a 7.767 euro) la parcella massima che può essere liquidata per un giudizio tributario in secondo grado, se include anche il rimborso delle spese di trasferta.
Si tratta di risultati a cui contribuiscono più fattori. Intanto, il nuovo schema di regolamento eleva, rispetto al Dm 140, quasi tutti i compensi medi per le singole fasi. Peraltro, gli importi individuati dal ministero – come chiarisce la relazione illustrativa dello schema di provvedimento – sono inferiori rispetto a quelli che erano stati proposti dal Cnf.
Inoltre, il nuovo regolamento rimodula la forbice delle riduzioni e delle maggiorazioni sul compenso medio del giudizio: per ogni fase, si prevedono aumenti fino all’80% e sconti fino al 50%, tranne che per la fase istruttoria dei riti civili, tributari e amministrativi, per cui sono fissati incrementi fino al doppio e riduzioni fino al 70 per cento.
I nuovi parametri riducono poi la sforbiciata ai compensi per gli avvocati che difendono i clienti ammessi al patrocinio a spese dello Stato: mentre il Dm 140 prevedeva un taglio del 50%, lo schema di regolamento mantiene la riduzione per esigenze di bilancio, ma la ferma al 30 per cento.
Ma i nuovi parametri non portano in dote solo aumenti. Ad esempio, nei giudizi di fronte al giudice di pace i compensi medi vengono ridotti in modo significativo rispetto a quelli previsti dal Dm 140. Così, il compenso medio per il legale che difende un cittadino che impugna una multa può scendere di oltre il 70% (da 850 a 265 euro).
Le spese forfettarie
La bozza di regolamento i reintroduce una voce di rimborso autonoma rispetto ai compensi per l’attività svolta e alle spese documentate. Si tratta delle «spese generali» già previste dalle tariffe, vale a dire un rimborso spese forfettario, che mira a coprire i costi effettivi ma non documentabili (come quelli per la gestione dello studio).
Il rimborso forfettario, cancellato dal Dm 140, viene ora reintrodotto «di regola nella misura tra il 10 e il 20% del compenso per la prestazione». Così, lo schema di regolamento dà attuazione alla norma della riforma forense per cui le spese forfettarie sono dovute al legale «oltre al compenso per la prestazione professionale» e «al rimborso delle spese effettivamente sostenute».
I giudizi tributari
Il nuovo schema di regolamento introduce parametri ad hoc per i giudizi tributari, con tabelle autonome (per i procedimenti in commissione tributaria provinciale e regionale) rispetto a quelle previste per la difesa civile in tribunale.
Ma i compensi più alti sono stati stabiliti per la fase istruttoria e/o di trattazione, che nel rito tributario è pressoché inesistente, dato che non è prevista la possibilità di sentire testimoni o di espletare l’interrogatorio formale. Piuttosto, sarebbe opportuno che i valori indicati nella fase istruttoria fossero riconosciuti nella fase decisionale, sicuramente più delicata nel processo tributario.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

«Non sapevo che Caltagirone stesse comprando azioni Mediobanca. Ci conosciamo e stimiamo da tanto t...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Primo scatto in avanti del Recovery Plan italiano da 209 miliardi. Il gruppo di lavoro "incardinato"...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La Cina ha superato per la prima volta gli investimenti in ricerca degli Stati Uniti. Pechino è vic...

Oggi sulla stampa