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I notai contro l’arretrato

Posto al sole per i notai (e non soltanto per gli avvocati) nella velocizzazione della macchina giudiziaria: pronti ad assumere, fra l’altro, «in modo esclusivo gli atti in materia successoria, e la tenuta del registro successioni». E consapevoli che il «pacchetto» di deleghe è, per stessa ammissione del ministro Andrea Orlando, «al vaglio» del dicastero di via Arenula.

Nel giorno in cui l’aula di Montecitorio dà il via libera definitivo al decreto 132/2014 (contenente la riforma del processo civile e un ventaglio di misure per lo smaltimento dell’arretrato), il Consiglio nazionale del Notariato celebra a Roma il proprio 49° Congresso, incassando un’importante apertura dal guardasigilli che, se da un lato sottolinea come le proposte ricevute dalla categoria per deflazionare il carico dei tribunali siano in corso di valutazione, dall’altro, però, chiede loro che ci si adoperi per non «precludere l’accesso del cittadino alla giustizia», anche perché, ricorda, «abbiamo tre volte e mezzo la domanda della Germania, che pure ha 20 milioni di abitanti più di noi». Una collaborazione, dunque, proficua, incentrata anche sul «grande contributo offerto alla valorizzazione della competitività dell’Italia», cui i circa 5.000 notai in esercizio (ma sono in fase di svolgimento due concorsi per un totale di 400 posti da assegnare) concorrono con un «ruolo centrale nella certezza degli atti e giuridica, nonché nella circolazione dei beni». Il ministro puntualizza come adesso sia in gioco «il destino nazionale fuori dal quale non sono tutelabili neanche gli interessi delle varie categorie. Bisogna fronteggiare la crisi giurisdizionale soprattutto nel civile, dove c’è stata una caduta verticale che ha fatto cadere il senso di legalità nel paese», conclude Orlando.

Maurizio D’Errico, presidente del Consiglio nazionale del Notariato, dal canto suo ribadisce la volontà di sostenere altri incarichi: si è, infatti, pronti ad «assumere l’area della giurisdizione volontaria», comprendendo «le nomine e le autorizzazioni ad negotia, o stando in giudizio», nonché «il ricevimento delle prove testimoniali e la redazione dei verbali di constatazione di fatti, soprattutto nella fase antecedente al processo». E a svolgere le funzioni di giudice onorario. Un’ulteriore richiesta viene sottoposta a Orlando: serve un restyling della «disciplina del tirocinio professionale e dell’accesso, proponendo che fin dal periodo universitario siano previsti corsi di specializzazione in ambito notarile. per facilitare il percorso formativo degli aspiranti professionisti». Nel frattempo, vi sono «contatti» con l’Autorità nazionale anticorruzione, presieduta da Raffaele Cantone, per «avviare protocolli in ordine a criteri di valutazione e trasparenza delle amministrazioni pubbliche in occasione di atti negoziali e procedure in materia di appalti»; in tema di antiriciclaggio, si rammenta come «oltre il 90% delle segnalazioni viene dal Notariato, che recentemente, d’intesa con il ministero dell’economia e la Guardia di finanza, ha pubblicato specifiche linee guida».

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