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“I morosi scappano senza pagare bloccate la portabilità del numero”

ROMA — Saltare da un operatore all’altro con l’abilità di un dribbling. E non solo per cogliere l’ultima offerta agganciata allo smartphone di grido. Sempre più spesso dietro le richieste di portabilità – conservare il numero di cellulare al cambio di contratto si nascondono escamotage truffaldini. Da una parte, i clienti morosi che usano il passaggio per non saldare vecchie bollette. Dall’altro i clienti fittizi che comprano una Sim e poche ore dopo sono già dal concorrente per lucrare sconti e premi. Un problema non da poco per gli operatori di telefonia mobile, visti gli ammanchi milionari in bilancio, che ora chiedono all’AgCom di limitare il diritto alla portabilità.
Il livello di morosità dei clienti, di quelli in abbonamento che pagano con carta di credito, avrebbe superato il livello di guardia. Altrettanto la loro furbizia. Così la questione è finita al tavolo tecnico sulla portabilità aperto dall’AgCom. Da una parte gli operatori premono perché l’Authority limiti quel diritto a conservare il numero qualora il cliente abbia pagamenti in sospeso con il precedente contratto. E perché obblighi gli acquirenti a usare la Sim per almeno 30 giorni prima di transitare all’offerta concorrente. Dall’altra parte l’AgCom, che frena. Dice Antonio Preto, uno dei quattro commissari in forza al Garante: «Quello alla portabilità è un diritto fondamentale del cliente che deriva dalla normativa Ue. Si tratta, dunque, di una prerogativa quasi intoccabile del consumatore. Gli operatori si sentono frodati? Hanno nel codice civile tutti gli strumenti di rivalsa contro i clienti morosi. Ma la definizione stessa di “moroso” dovrebbe essere univoca. Non vorrei che qualche operatore prendesse a pretesto un lieve ritardo nel pagamento per trattenere a sé il cliente ed evitare che si trasferisca – armi, bagagli e cellulare – ad un operatore concorrente ». Preto è prudente anche sull’ipotesi di vincolare il consumatore – supponiamo un mese – prima di autorizzare la portabilità: «I clienti, soprattutto se giovani, sono abilissimi a surfare tra una Sim e l’altra, tra una offerta e l’altra per ottenere vantaggi. Ma questo è un effetto positivo della concorrenza, territorio nel quale noi non dovremmo entrare». La posizione di Preto non è distante da quella di Vincenzo Lobianco, influente capo della Direzione Reti dell’Agcom.
Un’altra grana, nel frattempo, si avvia a soluzione. Il tema è quello degli Sms alfanumerici, i messaggini che si visualizzano con un nome e non con un numero. Il caso di scuola è quello delle banche che li usano per avvertire i clienti sui prelievi. «Il servizio, entrato ormai nella consuetudine e anche utile, non è per ora regolamentato», spiega il commissario Preto. L’AgCom è pronta, ora, ad un provvedimento ad hoc. L’idea è quella di garantire il cliente perché possa sempre identificare il mittente dell’Sms. In capo agli operatori nazionali ricadrà, poi, l’onere di fermare gli sms pirata che dovessero piovere da rete estera. Sono i famigerati “spoofing sms”: anonimi, riconducibili a numeri inesistenti oppure trafugati.

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