Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

«I minimi tariffari restano inderogabili»

di Laura Cavestri

«I minimi tariffari non si toccano». A prescindere dalla manovra economica, dalle eventuali ripercussioni del Manifesto della Confindustria sul capitolo liberalizzazioni delle professioni, ad affermarlo è il presidente dell'Ordine degli avvocati di Milano, Paolo Giuggioli.

Presidente Giuggioli, martedì il ministero della Giustizia ha chiesto agli Ordini di proporre, entro 15 giorni, la loro "versione" della riforma delle professioni sulla base dei principi contenuti nella manovra economica. Poi il ministero elaborerà una proposta di legge coi contributi di ogni categoria per rinnovare tutti gli ordinamenti. Che ne pensa?

Noi riteniamo che il disegno di legge di riforma dell'ordinamento forense, che sta alla Camera, sia perfettamente compatibile con l'articolo 3 della manovra economica. Quindi, credo che invece di chiedere agli avvocati di modificare in due settimane un ordinamento che ha 80 anni, bisogna che prima Montecitorio vari la nostra riforma professionale senza modifiche rispetto al Senato e la renda così legge definitiva. Solo in questo modo saremo in linea con le norme appena varate.

Però la riforma forense stenta. Perché non va avanti?

Intanto lunedì è calendarizzata alla Camera. È vero che ha subito rallentamenti, ma non vedo complotti. L'importante è che alla Camera passi senza modifiche. Noi non faremo alcun pressing per ulteriori cambiamenti

Beh, non sono proprio speculari i due testi. Ad esempio, siete disposti a tenere le tariffe solo come riferimento, su cui prevale comunque la pattuizione tra cliente e legale?

Questo no. D'accordo sul fatto che si debba pattuire il compenso al momento del conferimento dell'incarico. Ma mai in deroga ai minimi tariffari. Poi c'è un altro punto di difficile applicazione.

Quale?

Quello che prevede la possibilità, per un laureando, di anticipare parte del tirocinio professionale durante il percorso accademico. La pratica forense è una cosa seria e richiede una dedizione piena in termini di impegno e di tempo. O si va all'università o si fa il praticante avvocato. Non vedo possibili integrazioni tra le due cose.

Come valuta il Manifesto della Confindustria sulle liberalizzazioni?

Sbagliato. Gli avvocati sono già quasi 300mila. Oltre 20mila solo a Milano. Abolendo tariffe o Ordini si porta al collasso la categoria. Dobbiamo far pesare il fatto che siamo una professione "speciale", tutelata dalla Costituzione. Non capisco la differenza tra chi affida la propria vita a un medico – e infatti le categorie sanitarie sono escluse da molte delle norme che riguardano le liberalizzazioni – e chi affida la propria libertà a un avvocato.

Si unirà alle iniziative dell'Oua, previste per oggi e domani?

Non condivido gli scioperi. Ma domani alle 11,30, nell'Aula Magna del Palazzo di Giustizia di Milano, con l'Unione degli Ordini forensi lombardi abbiamo organizzato una conferenza per affrontare questi temi: la riforma dell'avvocatura, il no all'equiparazione tra professione e impresa, ma anche il senso dell'iscrizione all'Albo oggi, tra scelta e ripiego.

Print Friendly, PDF & Email

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Colpo di scena sui contenziosi del Montepaschi. La banca senese, con delibera unanime del cda presa...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Un percorso virtuoso richiesto alle aziende per limitare gli impatti sociali e occupazionali della ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Su Quota 102-104, l’ipotesi del Mef per evitare un ritorno immediato alla legge Fornero con uno s...

Oggi sulla stampa