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I mercati ignorano S&P, bene l’asta Bot

Una valutazione meccanica basata su dati del passato, addirittura «dello scorso decennio»,e pure sospetta visto che è stata diffusa sì a mercati chiusi ma «alla vigilia di delle ben note, preannunciate emissioni di Titoli di Stato». Il ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni attacca Standard & Poor’s e la sua decisione di declassare l’Italia facendo scendere quasi al livello di «spazzatura» il rating del nostro debito sovrano.

I mercati ieri hanno praticamente ignorato il downgrade di martedì, ma Saccomanni proprio non ci sta, descrive l’intervento della società di rating come un intervento a gamba tesa e il suo sfogo viene accolto da un applauso, spontaneo e forte, di quanti — banchieri e non — lo stanno ascoltando all’assemblea dell’Abi. «La decisione appare basata su una estrapolazione meccanica di dati e situazioni del passato con minima o nulla considerazione per gli effetti di misure già prese o in corso di attuazione, Il futuro viene sostanzialmente valutato sulla base di percezione di rischi che tengono ovviamente conto solo degli scenari peggiori». Ed invece i segnali, dice il ministro, convergono sulla previsione di una ripresa a partire dal quarto trimestre dell’anno per prendere vigore nel 2014 sulla scorta delle misure di rilancio predisposte dal governo. E cioè prima di tutto il rimborso dei debiti della Pubblica Amministrazione che «è auspicabile» accelerare, magari aumentando il plafond previsto per il 2013 e poi il «ponte della ripresa», misure che favoriscono l’edilizia e accelerano la realizzazione di infrastrutture.

«I dati relativi al secondo trimestre suggeriscono una graduale stabilizzazione del ciclo» spiega Saccomanni rilevando che «per la prima volta dall’inizio dell’anno i dati provvisori del mese di giugno relativi all’Iva sugli scambi interni hanno fatto registrare un risultato positivo del 4,5% rispetto allo stesso mese del 2012».

Anche il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, che interviene all’assemblea dell’Abi prima del ministro, critica «le mutevoli valutazioni» degli analisti come quelli di S&P. Non possiamo a causa di queste «rischiare di perdere la fragile fiducia degli investitori». Le politiche di bilancio «devono rimanere responsabili; le riforme già definite e quelle da attuare vanno collocate in un disegno organico, enunciandone con chiarezza le finalità» avverte però il Governatore che è più cauto del ministro sulla ripresa. Sia perché la Banca d’Italia ha previsto che per quest’anno il calo del Pil sarà vicino al 2%, sia perché sull’espansione a ritmi moderati dell’economia dalla fine dell’anno, con una crescita complessiva superiore al mezzo punto percentuale nel 2014, pesano «margini di incertezza elevati». Sui tempi e sull’intensità della ripresa gravano infatti, spiega Visco, «i rischi di un rallentamento dell’economia mondiale oltre che quelli relativi all’evoluzione dei mercati finanziari» al cui clima i titoli italiani sono altamente sensibili.

Più ottimista, se non altro per il suo diverso ruolo di ministro, anche Saccomanni rileva però l’incertezza del momento e ritiene che comunque gli vicende come il declassamento di S&P «confermano l’esigenza per l’Italia di proseguire speditamente sulla strada delineata dal governo: di stimolare la crescita, di curare con le opportune riforme, le debolezze strutturali dell’economia, tenendo la barra ferma sul risanamento delle finanze pubbliche». Alla fine, conclude, «quella che conterà sarà la valutazione dei risparmiatori italiani e stranieri che investono sui nostri titoli».

Ieri, la risposta è stata tutto sommato positiva e gli effetti del downgrade di S&P sono risultati contenuti. Le aste dei Bot annuali e flessibili infatti hanno riscosso una buona domanda facendo registrare solo un lieve rialzo dei rendimenti, mentre lo spread tra i Btp decennali e i Bund tedeschi di uguale durata è rimasto sostanzialmente stabile a quota 279. Ha tenuto anche Piazza Affari con una perdita limitata in finale allo 0,72%.

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