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I mercati Euro ai minimi da sette mesi Più vicina la parità sul dollaro

 L’euro scende sotto quota 1,06 sul dollaro, fino a toccare 1,058, il minimo da aprile. La flessione, che riporta il cambio indietro di 7 mesi, segnala che in tempi di grande incertezza e volatilità come questi i mercati continuano a guardare le banche centrali. La scommessa è che l’attesa divergenza tra le politiche monetarie di Europa e America comincerà in dicembre. Giovedì 3 la Bce, che ha messo in guardia sulla vulnerabilità finanziaria dell’eurozona al rischio dei Paesi emergenti, potrebbe ampliare gli stimoli all’economia, come ha lasciato capire il presidente Mario Draghi, aumentando gli acquisti di titoli e tagliando di altri 10 punti i tassi sui depositi bancari presso l’Eurotower. Lo stesso giorno la numero uno della Federal Reserve, Janet Yellen, aggiornerà il quadro macroeconomico Usa durante la sua testimonianza al Congresso. E mercoledì 16 dicembre la Fed potrebbe avviare il rialzo dei tassi americani, «una possibilità concreta», secondo Yellen.
Un segnale in questa direzione sembra emergere anche dall’andamento dei titoli del Tesoro a breve di Germania e Stati Uniti: ieri i Bund tedeschi a 2 anni hanno toccato un record negativo a -0,42%, mentre gli analoghi Treasuries sono saliti fino a +0,94 a metà seduta Usa, con uno scarto di appena 130 punti base con i titoli a 10 anni, che ieri rendevano il 2,24%. Lo spread tra Btp e Bund decennali è sceso a 96 punti, con un rendimento dell’1,4%. E anche le Borse europee hanno festeggiato: Francoforte ha chiuso in rialzo del 2,15%, Milano dell’1,87%, Parigi dell’1,51% e Londra dello 0,95%.
Se lo scenario è giusto, la debolezza dell’euro proseguirà: la moneta unica aveva toccato il minimo del 2015 (a 1,046 sul dollaro) a marzo, quando la Bce aveva cominciato il piano di acquisto di titoli, il cosiddetto Quantitative easing o Qe, lanciato a gennaio. L’euro potrebbe scendere «fino alla parità già entro la fine dell’anno», sostiene Ulrich Stephan, responsabile della strategia di investimento per la clientela privata e le imprese di Deutsche Bank. Una buona notizia per i consumi, che a settembre sono saliti dell’1,5% tendenziale (-0,1% su agosto) e per le imprese, dopo i dati su fatturato industriale e ordinativi, a settembre in calo rispettivamente dello 0,9% e dello 0,9% rispetto a un anno fa. Si vedrà. Per ora l’unica cosa certa è che la Bce sospenderà gli acquisti di titoli il 22 dicembre per riprenderli il 4 gennaio sulle aspettative di scarsa liquidità durante il periodo natalizio.
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